Un nuovo pericolo sta facendo capolino nei territori a nord di Roma: la vespa orientalis, insetto fortemente invasivo, è stata avvistata a Capena. La segnalazione arriva dall’etologo Andrea Lunerti, esperto in fauna urbana e specie invasive, che questa domenica, 24 agosto 2025 ha documentato la presenza dell’insetto e lancia l’allarme alla comunità. Questo avvistamento conferma quanto la specie stia rapidamente espandendo il proprio areale, spostandosi sempre più vicino alla Capitale e aumentando i rischi di conflitto con le attività umane in ambito urbano e agricolo.
La vespa orientalis si spinge nei territori a nord della Capitale, mettendo a rischio salute e attività agricole. L’etologo Andrea Lunerti lancia l’allarme.
La vespa orientalis è facilmente riconoscibile per il corpo rossiccio e le bande gialle sull’addome. A differenza delle vespe comuni, nidifica sia in cavità naturali sia in strutture antropiche e si nutre principalmente di api e altri insetti impollinatori.
Il suo arrivo comporta minacce significative per l’apicoltura e la biodiversità locale, mentre le punture possono essere pericolose, soprattutto per chi soffre di allergie.
Secondo Lunerti, l’espansione della vespa orientalis è favorita dai cambiamenti climatici, che creano condizioni ideali per la sua proliferazione. L’arrivo a Capena è un segnale chiaro che la specie si sta avvicinando ai centri urbani di Roma, rendendo necessario un monitoraggio costante e interventi tempestivi.
Andrea Lunerti non è solo un osservatore: è un etologo specializzato in fauna urbana e gestione delle specie invasive, impegnato nella sensibilizzazione dei cittadini e nella diffusione di informazioni scientifiche utili.
Grazie ai suoi numerosi post social, Lunerti spiega come riconoscere l’insetto, come comportarsi in sicurezza e come segnalare gli avvistamenti alle autorità competenti, favorendo un intervento rapido ed efficace.
L’invito ai cittadini è chiaro: prestare attenzione agli avvistamenti, evitare di disturbare i nidi e contattare subito le autorità per limitare la diffusione della specie. Solo con la collaborazione della comunità sarà possibile contenere l’invasione e proteggere la salute pubblica e l’ambiente.

















