Rebibbia nel caos, poliziotto preso a pugni da un detenuto

Aggressione a Rebibbia, poliziotto preso a pugni da un detenuto nel reparto G11: l’agente ha riportato ferite al volto

Immagine di repertorio

Un poliziotto, assistente capo coordinatore della Polizia Penitenziaria, è stato aggredito e preso a pugni da un detenuto questa mattina, 19 agosto, nel carcere Nuovo Complesso di Rebibbia, a Roma. L’episodio è avvenuto intorno alle 10.30 nel reparto G11 dell’istituto. L’agente è stato colpito al volto e trasportato al pronto soccorso per accertamenti.

Aggressione a Rebibbia, poliziotto preso a pugni da un detenuto nel reparto G11: l’agente ha riportato ferite al volto

Il poliziotto aggredito è stato poi medicato all’ospedale Sandro Pertini da dove è stato dimesso con una prognosi di guarigione di una settimana.

A denunciare l’accaduto è la FNS Cisl Lazio, che esprime forte preoccupazione per le condizioni critiche in cui operano gli agenti penitenziari e rilancia l’allarme su carenze di personale e sovraffollamento.

La Fns Cisl Lazio esprime profonda preoccupazione per le condizioni critiche in cui è costretto a operare il personale penitenziario. Secondo il sindacato, nella Casa Circondariale di Rebibbia mancano attualmente 129 agenti di polizia penitenziaria: a fronte di una pianta organica prevista di 782 agenti, ne risultano in servizio soltanto 653.

A complicare ulteriormente la situazione, il carcere registra un preoccupante sovraffollamento: sono presenti 1.570 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.171, con un surplus di 399 persone.

La denuncia del sindacato

Il personale è chiamato a gestire una situazione insostenibile – denuncia la FNS Cisl Lazio – tra carenze di organico, sovraffollamento e strutture non adeguate, cresce il rischio per l’incolumità di chi lavora nelle carceri.

È urgente intervenire con riforme strutturali e con un piano straordinario di assunzioni per la Polizia Penitenziaria, soprattutto nel Lazio, dove mancano complessivamente circa 900 agenti.

La visita di Salvini a Rebibbia

Tre giorni fa a far visita a Rebibbia è andato Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega. Una risposta la sua all’appello lanciato da Gianni Alemanno, detenuto ormai da mesi, che in una lettera ha denunciato le carenze e i troppi anziani in carcere.

Ho incontrato Gianni Alemanno insieme ad altri detenuti arzilli tra i 18 e gli 88 anni. L’ho trovato tonico e determinato“, ha detto Salvini all’uscita.

Bisogna fare di più“, per i detenuti ma anche per i poliziotti. Bisogna “migliorare la qualità del lavoro e la quantità di presenza della polizia” nelle carceri. E questo “significa anche migliorare la qualità della permanenza dei detenuti“.

Le promesse di Salvini

Ci sono tante proposte per superare il sovraffollamento“, ha ricordato. Bisogna “investire i soldi che servono in qualità delle carceri e farne di nuove” pensando anche al personale addetto: “i lavoratori sono troppo pochi: occorre una grande operazione di investimento in uomini e donne in divisa“.