Il Campidoglio è convinto che Ostia cambierà volto, con un progetto che definisce “epocale”. Il 7 agosto 2025 la Giunta Capitolina guidata da Roberto Gualtieri ha approvato la variante urbanistica necessaria alla nascita del Parco del Mare, un piano da 24 milioni di euro finanziati con fondi europei FESR 2021-2027. La promessa è chiara: ricucire la storica frattura tra Ostia e il suo mare, arretrando la viabilità, eliminando i parcheggi fronte spiaggia e creando un affaccio verde e vivibile lungo tutto il litorale.
Cosa prevede la variante urbanistica del Parco del Mare di Ostia approvata dalla Giunta Capitolina. Comunità locale ignorata. La parola ora passa alla Regione Lazio
Secondo le carte ufficiali, il progetto prevede di spostare la litoranea verso l’interno e trasformare l’attuale fronte mare in un parco lineare continuo, suddiviso in tre grandi aree. A nord nascerà il Parco Urbano, con nuove aree verdi, piazze e spazi di sosta. Al centro sorgerà il vero e proprio Parco del Mare, con dune rinaturalizzate, passerelle sopraelevate e percorsi botanici. A sud prenderà vita il Parco delle Dune, con giardini, zone sportive e spazi culturali tra via delle Scialuppe e il Canale dei Pescatori. Proprio sul canale è previsto anche un nuovo ponte, che garantirà la continuità della viabilità senza spezzare la passeggiata costiera.
L’obiettivo dichiarato dal Campidoglio è ridurre drasticamente l’impatto delle automobili, restituendo ai cittadini e ai turisti un lungomare interamente percorribile a piedi o in bicicletta. È prevista infatti una pista ciclabile continua, collegata a stazioni di bike sharing e ai nodi di trasporto pubblico, così da favorire una mobilità sostenibile e accessibile a tutti.
Il progetto non riguarda solo l’estetica. Il Comune di Roma e il X Municipio guidato da Mario Falconi parlano di rigenerazione ambientale: la rinaturalizzazione delle dune servirà a contrastare l’erosione costiera e a mitigare il rischio idrogeologico, proteggendo anche la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, un patrimonio spesso minacciato da urbanizzazione e mareggiate.
Ora la palla passa alla Regione Lazio, guidata dal presidente Francesco Rocca, che dovrà pronunciarsi sulla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.). Si tratta di un passaggio fondamentale: l’ente regionale potrà approvare velocemente il piano o avviare una valutazione approfondita, che in alcuni casi può durare anche più di un anno. Ma i tempi sono stretti: i fondi europei FESR hanno scadenze rigide, e perdere questo treno significherebbe rinunciare a un’occasione irripetibile per Ostia.
Perché è così importante questo progetto? Perché Ostia da decenni vive una contraddizione: il mare c’è, ma è nascosto da strade, auto e parcheggi. Con il Parco del Mare, il litorale romano si trasforma in un boulevard verde e naturale, un affaccio continuo sul Tirreno fruibile tutto l’anno, non solo nei mesi estivi. Passeggiate, sport, eventi culturali, spazi per bambini e famiglie: il mare diventa finalmente parte integrante della città, e non più un luogo da raggiungere superando barriere di traffico e cemento.
Come ricordato nel dossier ufficiale del Comune di Roma, “l’obiettivo generale è ridisegnare il rapporto della città con il mare, restituendo spazi pedonali, ciclabili e naturali oggi sottratti dalla viabilità e dall’urbanizzazione frammentata”. Una promessa ambiziosa, che se realizzata, potrebbe cambiare per sempre la vita quotidiana dei cittadini del X Municipio e rilanciare l’attrattività turistica della capitale sul suo litorale.
Zero confronti con la città
È grave che le linee guida individuate dalla Giunta Capitolina per la realizzazione del Parco del Mare di Ostia, costituenti la variante urbanistica appena approvata, non siano state minimamente discusse con le rappresentanze locali. Le associazioni ambientaliste hanno espresso con forza la contrarietà a spianare le dune di macchia mediterranea a ridosso del PalaPellicone per farne parcheggi. I comitati cittadini, poi, si rifiutano di pensare che via delle Quinqueremi sia trasformata in strada ad alto scorrimento stante la presenza di ben tre istituti scolastici e innumerevoli incroci pericolosi. Perplessità, infine, riguardo alla sufficiente dei fondi necessari alla costruzione di un nuovo ponte sul Canale dei Pescatori.




















