Pranzo di Ferragosto da incubo per un gruppo di turisti di Ostia, colpiti dall’onda d’urto di un fulmine schiantatosi vicino alla tavolata.
Pranzo di Ferragosto da incubo a Ostia 6 turisti feriti da un fulmine durante il pic nic
L’episodio è avvenuto nel residence Prato Verde di Pescasseroli, dove sei persone, quattro cinquantenni e due giovani di 18 e 19 anni, sono rimaste ferite. Nonostante la potenza dell’esplosione nessuno ha subito gravi conseguenze a parte l’enorme spavento prodotto da quanto accaduto.
Tutto è successo intorno alle 14.30 del 15 agosto. La comitiva stava pranzando all’aperto, godendosi una giornata di festa, quando il cielo si è improvvisamente oscurato.
Una pioggia improvvisa ha costretto il gruppo a cercare riparo. Purtroppo, la decisione di collegare un telo tra due alberi per proteggersi non è stata quella giusta. Proprio in quel momento, un fulmine si è abbattuto su uno degli alberi posizionati a pochi metri di distanza dai turisti accompagnato da un’onda d’urto devastante.
“Stavamo pranzando -racconta Gianluca Pierangeli, un commerciante di 54 anni di Ostia, presente al momento dell’incidente- quando ha iniziato a piovere e con mio fratello avevamo deciso di prepararci per rientrare. Volevamo collegare un telo tra due alberi quando all’improvviso un grande lampo, seguito da una striscia rossa, si è abbattuto a un metro di distanza da noi. Siamo finiti tutti per terra, svenuti. Abbiamo perso conoscenza“.
L’onda d’urto ha scaraventato tutti in terra coprendoli dei rami e delle schegge dell’albero centrato dalla saetta.
I soccorsi sono arrivati in pochi minuti. “Il portiere ci ha trascinati via dall’albero, mia cognata non riusciva più a camminare. Avevamo giramenti di testa, vomito, pressione alta“, prosegue Pierangeli.
Il gruppo è stato immediatamente medicato dai soccorritori giunti sul posto e messo sotto osservazione in via cautelativa.
A distanza di giorni, i sintomi persistono: “Ancora accusiamo mal di testa, vertigini e acufene“, racconta il 54enne.
Ma resta grande la gratitudine per la tragedia scampata. “Poteva essere una strage“, conclude Pierangeli consapevole che se il fulmine si fosse schiantato sul telo anti pioggia non sarebbe qui a raccontarla.


















