Cocco bello, cocco fresco… ma anche tre ore per un parcheggio, la sabbia che scotta e le solite scenette da spiaggia romana. Con ironia e spirito da vero osservatore urbano, Michele Conidi torna con un video tutto da ridere — ma anche da condividere — dedicato all’estate italiana più verace: quella di Capocotta.
Un tormentone balneare tra parcheggi (introvabili), cocco, e parodie: Capocotta vista con gli occhi (e l’ironia) di Michele Conidi
Dal cuore delle dune spunta lui, protagonista con una “biondina” tatuata e super accessoriata a fianco, e il siparietto prende il via con un battibecco: “Tre ore per un parcheggio, non ce se crede…”. “Mamma mia te stai sempre a lamentà”. “Io me lamentooo?” “Manco poco”.
Un’estate come tante, ma raccontata con uno stile tutto personale. La narrazione si intreccia con la falsariga del tormentone “La dolce vita” (Fedez, Tananai, Mara Sattei), trasformato in uno sketch a metà tra videoclip, teatro e cronaca da spiaggia.
Il ritornello è già virale: “L’estate a Capocotta, dimmi tu che estate è?”
“Fai video su TikTok, con il tuo balletto, aspetti il duetto…” E mentre una borbotta, l’altra un po’… esagera, il sole coce e la spiaggia scotta. Tra occhiate, smorfie, tormenti e tormentoni, Conidi fotografa perfettamente quel microcosmo balneare romano in cui si mescolano tutti: giovani, famiglie, nostalgici, influencer improvvisati e chi cerca solo un po’ di pace tra le dune della riserva naturale.
Capocotta: non solo teatro comico

Ma oltre alla leggerezza del video, resta il fascino eterno di Capocotta, tratto selvaggio e controverso del litorale laziale, simbolo di libertà, comunità e natura. Dalle battaglie ambientaliste alle polemiche sugli stabilimenti, questo pezzo di costa racchiude da sempre un’estate diversa, più “sincera”, più romana.
Conidi, con la sua vena creativa e il suo tono dissacrante, ci regala una mini-opera che è al tempo stesso una parodia, un ritratto e una domanda aperta: “Ma che estate è questa?”
Un video da condividere
Pubblicato sui social, il video sta già raccogliendo reazioni tra risate e commenti nostalgici. Perché in fondo, tra file in tangenziale e cocco gridato a squarciagola, l’estate a Capocotta è quella che ci meritiamo: un po’ caotica, un po’ poetica, sempre vera.

















