Friarielli alla napoletana ritirati dal mercato: i lotti contaminati dal botulino da non consumare

Botulino nei friarielli alla napoletana, ritirati lotti da supermercati e magazzini: allerta del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha ritirato dal mercato di diversi lotti di friarielli alla napoletana a causa di un “sospetto rischio di contaminazione da botulino”. Il provvedimento riguarda due marchi, Bel Sapore e Vittoria, sebbene tutti i prodotti siano stati realizzati dallo stesso stabilimento di Scafati, in provincia di Salerno. Il sequestro è collegato alla vicenda di Diamante dove l’assunzione di prodotti contaminati da botulino ha causato la morte di due persone e il ridovero di altre quattordici. 

Botulino nei friarielli alla napoletana, ritirati lotti da supermercati e magazzini: allerta del Ministero della Salute

L’avviso, pubblicato sul sito ufficiale del Dicastero, specifica che il richiamo interessa quattro lotti distribuiti in confezioni da un chilo, con scadenze che arrivano fino al 2028.

Le autorità sanitarie hanno ordinato il ritiro immediato di tutti i prodotti a rischio, sia quelli in vendita che quelli ancora in giacenza presso i magazzini.

I consumatori in possesso dei lotti incriminati sono invitati a non consumarli e a riportarli al punto vendita per la restituzione.

L’allerta giunge in un momento di elevata sensibilità sul tema, a seguito di un recente episodio di intossicazione in Calabria che ha avuto esiti fatali.

Di seguito i dettagli dei lotti coinvolti:

  • Bel Sapore: Lotti n. 060325 e n. 280325.
  • Vittoria: Lotti n. 280325 e n. 290425.

Cos’è il botulino

Il botulino, o più precisamente la tossina botulinica, è l’agente patogeno dietro una delle intossicazioni alimentari più pericolose: il botulismo.

Prodotta dal batterio anaerobio Clostridium botulinum, questa neurotossina attacca il sistema nervoso, bloccando la comunicazione tra nervi e muscoli.

Si tratta di una malattia rara ma con conseguenze potenzialmente fatali, che ogni anno mette in guardia le autorità sanitarie e i consumatori.

Dove si trova e alimenti a rischio

Il batterio Clostridium botulinum è onnipresente nell’ambiente, ma trova il suo habitat ideale nei terreni e nelle acque.

Il vero pericolo si manifesta quando le sue spore germinano e producono la tossina in assenza di ossigeno.

Questo accade tipicamente nelle conserve casalinghe preparate senza un adeguato trattamento termico o in ambienti non sufficientemente acidi.

I principali indiziati sono le verdure sott’olio o sott’acqua (come peperoni, funghi e melanzane), i sottovuoto fatti in casa e, in generale, tutti gli alimenti a bassa acidità.

Al contrario, cibi freschi, congelati, marmellate e conserve acidificate (sott’aceto) sono considerati sicuri.

I sintomi che non vanno ignorati

Il botulismo si manifesta con sintomi subdoli che possono comparire da 12 ore fino a una settimana dopo l’ingestione del cibo contaminato.

Inizialmente, si possono avvertire disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e dolori addominali.

Tuttavia, la fase più critica inizia quando la tossina attacca il sistema nervoso. I segnali d’allarme includono visione offuscata o doppia, difficoltà a deglutire e a parlare, debolezza muscolare e palpebre cadenti (ptosi). Questa progressione può portare a una paralisi simmetrica del corpo.

Può portare alla morte

Sì, il botulismo è una malattia che può portare alla morte. La sua letalità è dovuta alla progressione della paralisi che, se non trattata tempestivamente, raggiunge i muscoli respiratori, causando un’insufficienza respiratoria acuta.

La cura si basa sulla somministrazione di un’antitossina che blocca l’azione della tossina. È fondamentale che il trattamento avvenga il prima possibile, idealmente entro 24 ore dall’insorgenza dei sintomi.

Il supporto respiratorio in terapia intensiva è spesso necessario per salvare la vita del paziente. La prevenzione, quindi, rimane l’arma più efficace contro questo nemico silenzioso.