Paura all’Esquilino: rogo acceso da un piromane nei giardini pubblici vicini alle abitazioni

Un pomeriggio di ordinaria follia nella piazza delle notti di cinema: il piromane 35enne era già ricercato con un ordine di carcerazione

Un pomeriggio di ordinaria follia quello di ieri, domenica 10 agosto, svelata da gesto di un soggetto che stava per trasformare in un incubo di fiamme e fumo i giardini di Piazza Vittorio Emanuele, a pochi giorni di distanza dal rogo che nella notte tra il 23 e il 24 luglio, distrusse il Chiosco Vittorio, fulcro dell’estate culturale del Rione.

Un pomeriggio di ordinaria follia nella piazza delle notti di cinema: il piromane 35enne era già ricercato con un ordine di carcerazione

I fatti intorno alle 16:30 di ieri quando un uomo di 35 anni, originario del Gambia, ha tentato di appiccare il fuoco a un cumulo di foglie e ritagli di cartone all’interno dei giardini della piazza con degli inneschi.

Un gesto che ha messo a grave rischio la popolazione della zona densamente abitata, ma che è stato fortunatamente notato in modo tempestivo dai Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Dante, che sono intervenuti bloccando l’uomo prima che le fiamme potessero propagarsi.

La prontezza dei militari ha scongiurato il rischio di un incendio ben più grave, considerando la vicinanza di alberi e abitazioni.

Il fermo, inizialmente motivato da questo gesto sconsiderato, ha poi portato a una scoperta ancora più significativa: dopo i primi accertamenti, è emerso che l’uomo non era solo un piromane improvvisato, ma un soggetto già ricercato dalla giustizia.

L’arresto e il carcere di Rebibbia

Una volta fermato e identificato, i Carabinieri hanno eseguito un controllo approfondito scoprendo che il 35enne era destinatario di un ordine di carcerazione

con provvedimento, emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Roma, e legato a una condanna definitiva. L’uomo, infatti, doveva scontare una pena di 6 mesi di reclusione per reati contro la persona.

che ha immediatamente cambiato la natura dell’intervento, trasformando un fermo precauzionale in un vero e proprio arresto. Dopo aver notificato il provvedimento, i Carabinieri hanno trasferito il piromane al carcere di Rebibbia, dove dovrà scontare la sua pena.