Carabinieri eroi scortano un 52enne in ospedale, salvandolo: il ringraziamento commosso della compagna

Simonetta racconta l'intervento dei carabinieri eroi della Garbatella, che l’hanno accompagnata in macchina per portare in fretta il compagno all’ospedale 

Foto di repertorio .

E’ emozionata, non riesca a trattenere tutta la sua gratitudine: “Per me sono stati i nostri superiori”. Questa è la storia di Simonetta Canali, del suo compagno Alessandro Lauri e di due carabinieri, Salvatore ed Emanuele.

Simonetta racconta l’intervento dei carabinieri eroi della Garbatella, che l’hanno accompagnata in macchina per portare in fretta il compagno all’ospedale

Una corsa contro il tempo nel traffico di Roma che sembra un film. Una vicenda che testimonia come la prontezza e l’altruismo possano fare la differenza tra la vita e la morte, soprattutto in una situazione di emergenza.

La storia, raccontata da Simonetta stessa a Canale 10, ha inizio venerdì 8 agosto, alla Garbatella, quartiere storico a sud di Roma, in una mattina come tante altre.

Alessandro, 52 anni, si sveglia accusando un forte dolore al petto e fatica a respirare. Il suo volto, pallido e sofferente, spaventa Simonetta, che decide immediatamente di portarlo al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli.

Con Alessandro in macchina, Simonetta è agitata, con il cuore in gola. E pensa: “Servirebbe qualcuno che ci facesse strada, magari le forze dell’ordine”.

Quasi come una premonizione, la donna vede poco dopo una pattuglia proprio davanti a sé.

Senza esitare, inizia a lampeggiare e a suonare il clacson per attirare l’attenzione degli agenti. I carabinieri si accorgono della situazione e si fermano. Simonetta spiega loro l’emergenza e la coppia di carabinieri, Salvatore ed Emanuele, non se lo fa ripetere due volte: “Ci segua, facciamo strada noi.”

“Angeli custodi in divisa”

I due carabinieri attivano le sirene, aprono la strada con le palette e le macchine si fanno da parte, quasi come le acque del Mar Rosso.

Simonetta, che di solito guida con calma, si ritrova a spingere sull’acceleratore, con l’adrenalina che le scorre nelle vene.

Per tutto il tragitto i militari si accertano che la macchina di Simonetta li segua senza problemi, rallentando quando necessario.

La loro presenza, come un’ancora di salvezza, infonde sicurezza alla donna. “Mi hanno guidata in sicurezza, si assicuravano che riuscissi a seguirli. Senza di loro non saremmo mai arrivati in tempo, la strada era molto trafficata”, continua Simonetta.

Una volta arrivati al pronto soccorso, i carabinieri non se ne vanno subito, ma si accertano che Alessandro venga preso in carico dal personale medico.

Uno dei due scende immediatamente per chiedere aiuto, e dopo aver rassicurato Simonetta, la invitano ad accostare e le prendono le generalità.

La gratitudine di Alessandro e Simonetta

Fortunatamente, si scopre che Alessandro non ha avuto un infarto, ma la sua pressione sanguigna era altissima. “I valori erano sopra i 200, viviamo una situazione familiare complessa, abbiamo un figlio disabile. Lo stress è tanto, ma Alessandro è sempre stato forte. Non l’ho mai visto stare così male, per questo mi sono spaventata,” aggiunge la donna.

I medici riescono a stabilizzarlo e a tenerlo sotto osservazione.

La gratitudine di Simonetta e Alessandro: “Siete supereroi”

Il giorno successivo, Simonetta e Alessandro si recano personalmente in caserma per ringraziare i carabinieri protagonisti del gesto.

Portano loro, in segno di gratitudine, un vassoio di dolci e tramezzini, accompagnato da un biglietto con l’immagine di alcuni supereroi e una frase significativa: I veri supereroi siete voi, che ci fate sentire sicuri ogni giorno.”

Commosso anche il carabiniere Emanuele, originario di Lecce, l’unico presente in quel momento in caserma: “Non se lo aspettava, ha detto che era solo il loro dovere. Ma per noi è stato un gesto incredibile”, afferma Simonetta che con la voce tremate spiega: “Alessandro stesso mi ha detto che non dobbiamo dare nulla per scontato, perché non è scontato neanche questo”.

 Poi conclude: Mi dispiace quando sento qualcuno che se la prende con le forze dell’ordine o non le rispetta. Non se lo meritano, svolgono il loro lavoro con dedizione, per noi cittadini. Il mio ringraziamento viene dal cuore”.