Botulino, scatta l’allerta in Calabria: salgono a 12 i casi di intossicazione alimentare registrati a Cosenza, con un bilancio che conta un decesso, un turista di 52 anni, e due pazienti intubati, tra cui un ragazzo di 16 anni. Un bambino di 11 anni, colpito in un episodio distinto, è invece ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Gemelli di Roma. Cruciale per la Calabria l’intervento dell’ospedale San Camillo di Roma: ha concesso l’uso dell’eliporto per il trasporto urgente dell’antidoto.
Botulino, cruciale l’intervento del San Camillo di Roma. Ma di cosa si tratta e quanto è pericoloso?
Il focolaio di intossicazione si è sviluppato nelle ultime settimane sul lungomare di Diamante (CS), dove le vittime avrebbero consumato panini con salsiccia e broccoli venduti da un camioncino ambulante. La Procura di Paola ha avviato un’indagine, disponendo il sequestro del mezzo per accertare le responsabilità.
“Attualmente – ha spiegato Vitaliano De Salazar, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Annunziata – abbiamo 12 pazienti, di cui 9 in Terapia intensiva e 3 sotto osservazione al Pronto soccorso. Due pazienti sono intubati, ma nessuno versa in condizioni critiche”. Il decesso riguarda un uomo di 52 anni.
Cruciale il supporto del San Camillo
L’intervento immediato delle autorità sanitarie ha permesso di coordinare la risposta: “Abbiamo lavorato in stretta sinergia con il Ministero della Salute, il Centro Antiveleni di Pavia, la Prefettura e il 118 – ha aggiunto De Salazar –. Fondamentale il supporto del San Camillo di Roma che ci ha concesso l’uso dell’eliporto per il trasporto urgente dell’antidoto”.
Anche il direttore dell’Unità operativa di Terapia intensiva, Andrea Bruni, ha fatto il punto: “I pazienti hanno tra i 16 e i 50 anni. Per cinque di loro è stato necessario somministrare l’antidoto specifico. Ora bisogna monitorare l’efficacia: si valuta in base al blocco della progressione della malattia entro 24 ore”.
Bruni ha sottolineato come la gravità dell’intossicazione da botulino dipenda da due fattori: la quantità di tossina ingerita e la capacità dell’organismo di reagire. “Il rischio più serio è la paralisi dei muscoli respiratori. È una patologia rara ma estremamente pericolosa”.
Il bambino ricoverato a Roma
Parallelamente, a Roma resta serio il quadro clinico di un bambino di 11 anni, colpito da botulino dopo aver mangiato un taco con salsa guacamole alla Fiesta Latina di Monserrato, vicino Cagliari. Il piccolo è stato trasferito d’urgenza in elicottero al Gemelli dopo una prima stabilizzazione al Brotzu. Attualmente è in terapia intensiva pediatrica.
Una malattia rara ma letale
Il botulismo alimentare è causato dalla tossina prodotta dal Clostridium botulinum, batterio che può svilupparsi in condizioni anaerobiche, spesso in conserve fatte in casa o cibi mal conservati. I sintomi comprendono vista offuscata, debolezza muscolare e difficoltà respiratorie. La malattia può essere fatale senza trattamento tempestivo.

















