Una nuova e urgente criticità è emersa a Valle Muricana, riportando l’attenzione sul dibattuto elettrodotto Santa Lucia – Roma Nord-Ovest. Una richiesta formale è stata avviata per lo spostamento urgente di una fermata dell’autobus in una posizione ritenuta pericolosa. La pensilina si trova infatti direttamente sotto una linea elettrica ad alta tensione da 220 kV, all’interno della cosiddetta “fascia di rispetto elettromagnetica”.
Nuova denuncia per la pericolosa posizione di una fermata del trasporto pubblico sotto i cavi ad alta tensione: richiesta sempre più urgente di interramento dell’elettrodotto
A sollevare la questione Irene Badaracco (M5s), in occasione di una visita al cantiere di un nuovo polo scolastico in via Monte Cremasco, sottolineando come la vicinanza dell’elettrodotto alla futura scuola e all’asilo nido rappresenti un rischio inaccettabile per i bambini e le famiglie che frequenteranno l’area ogni giorno.
La richiesta inviata a enti come Roma Servizi per la Mobilità, ARPA Lazio e Terna, chiede la verifica urgente dei livelli di esposizione elettromagnetica e lo spostamento della fermata in un’area più sicura, oltre a valutare la messa in sicurezza e la rimozione della pensilina.
Un ennesimo allarme che si inserisce in una lunga e complessa storia di richieste e promesse disattese, che ora tornano in primo piano con forza sul problema dell’elettrodotto.
La lunga storia di una promessa mancata
La vicenda è di lunga data. Già nel 2007, Terna, ACEA e il Comune di Roma sottoscrissero un “Protocollo d’Intesa per il riassetto della rete elettrica”, con l’obiettivo di interrare 50 km di linee aeree e demolire circa 150 km di linee esistenti.
L’accordo fu aggiornato nel 2010 con un piano ancora più ambizioso, che prevedeva la demolizione di circa 300 km di linee e l’interramento di circa 100 km delle stesse. A oggi, però, i progetti rimangono inattuati.
Un incontro del 2022 con i tecnici di Terna ha addirittura stimato i tempi di progettazione e realizzazione di questo propositi in 15-20 anni. Un ritardo, definito “inaccettabile” da Badaracco, e che ha spinto i cittadini a mobilitarsi.
Oltre 1000 residenti, che in seguito sono diventati più di 2000, hanno firmato una proposta di risoluzione per chiedere la delocalizzazione degli impianti e il temporaneo interramento dell’elettrodotto in quelle aree urbanizzate. Un progetto che anche la Giunta Veltroni aveva presentato per l’interramento, ma che fu bloccato dal definanziamento dei fondi.
Contrasti politici e battaglia legale
La battaglia per l’elettrodotto ha avuto anche importanti risvolti politici. La proposta di risoluzione, supportata da oltre 2000 cittadini, è stata respinta dalla maggioranza del XV Municipio.
Una scelta che ha scatenato le critiche e avviato quella che è stata definita una “frattura insanabile” tra istituzioni e cittadini dell’ampio territorio, soprattutto dopo che i residenti hanno atteso per ore la discussione della proposta in consiglio municipale a fine luglio, dopo un’attesa di 20 anni.
“In aggiunta a questo – spiega la consigliera del M5S – è emerso un conflitto legale riguardante un terreno su cui Terna intende costruire una cabina di trasformazione ad alta tensione da 380 kV. Una sentenza del Commissario agli Usi Civici ha stabilito che il terreno ha natura demaniale civica, appartenendo alla collettività di Sacrofano. Nonostante questa possa sembrare un buona notizia, imponendo un piano B, siamo stati informati che Terna ha annunciato che impugnerà la sentenza il presidente del Municipio sosterrà questa linea” – conclude Badaracco, che ha ribadito che continuerà a battersi per la salute, l’ambiente e i diritti della comunità locali, sia nelle istituzioni che al di fuori.

















