Arriva in queste ore l’annuncio dell’Associazione Haru in merito alla sua decisione di rinunciare, alla custodia operativa della “Sfattoria degli Ultimi”. Una determinazione che arriva dopo un periodo di intenso e quotidiano impegno dove nella situazione di grave complessità e precarietà i volontari che hanno affrontato da soli le ingenti spese, si sono sentiti abbandonati dalle istituzioni.
La denuncia della mancanza di supporto, dopo aver gestito la Sfattoria con costi che superno i 7mila euro al mese
Per oltre un mese, a partire dal 20 giugno, Haru ha infatti assunto la gestione dell’area e la cura degli oltre 300 animali sotto sequestro, mettendo in atto una serie di interventi cruciali. Tra questi, la costruzione di nuovi recinti, l’ampliamento delle strutture, l’installazione di impianti idrici e l’organizzazione di visite veterinarie, anche occupandosi del coordinamento logistico e operativo e riuscendo a raccoglie fondi per oltre 8mila euro, dimostrando un impegno encomiabile.
Le ragioni dell’abbandono: mancanza di supporto e conflitti
Nonostante lo sforzo profuso, Haru ha individuato diverse criticità che hanno reso impossibile la prosecuzione dell’incarico. La prima, e forse più grave, è stata l’assenza di un supporto istituzionale concreto. L’associazione denuncia che non è stata prevista alcuna copertura per i costi alimentari, stimati in circa 7mila euro al mese, né per le spese veterinarie, che sono state interamente a carico dei volontari.

Una situazione che ha reso la gestione economicamente insostenibile a cui si sarebbe anche aggiunto un modello decisionale giudicato inefficace. La gestione, condivisa tra diverse realtà senza criteri chiari basati su contributi effettivi, ha ostacolato ogni forma di coordinamento, creando confusione e inefficienza.
Il Direttivo di Haru ha espresso quindi con fermezza la sua posizione: “Abbiamo accettato questa sfida per amore degli animali, ma non possiamo più operare in un contesto privo di regole, supporto e rispetto. È inaccettabile che le istituzioni si sottraggano alle proprie responsabilità , soprattutto in presenza di un sequestro giudiziario”.
L’associazione ha poi sottolineato in una nota social pubblicata in queste ore, come gli animali come al solito, stiano pagando il prezzo dell’inefficienza gestionale.

Nonostante la rinuncia della custodia operativa, Haru ha comunque garantito che continuerà a vigilare affinché la tutela degli animali della Sfattoria resti una priorità assoluta.


















