Addio a Piero Melati, lutto nel giornalismo italiano

Piero Melati, giornalista di razza, siciliano, esperto dei fatti di mafia e dell'antimafia è morto per un malore improvviso

Ci ha lasciato a 69 anni, a Roma, il noto giornalista Piero Melati. Una vita trascorsa tra le redazioni dei più importanti quotidiani italiani, dall’iconico “L’Ora” di Palermo, dove ha seguito in prima linea il Maxiprocesso, fino a “La Repubblica”.

Piero Melati, giornalista di razza, siciliano, esperto dei fatti di mafia e dell’antimafia è morto per un malore improvviso

Il percorso professionale di Piero Melati, iniziato nei primi anni ’80, lo ha visto distinguersi come cronista di punta a Palermo, Napoli e Roma, per poi dedicarsi con passione al settore della cultura. Era esperto dei fatti di mafia e dell’antimafia: fu cronista attento del primo maxi-processo contro le cosche mafiose.

Non solo un grande cronista, ma anche un autore di libri che raccontano le sue esperienze sul campo. Melati ha saputo unire la precisione del giornalismo d’inchiesta con la profonda conoscenza del mondo letterario, ricoprendo per tre anni anche la direzione artistica di “Un marina di libri”.

Piero Melati è autore, con Francesco Vitale, del libro “Vivi da morire” (Bompiani, 2015). “Giorni di mafia. Dal 1950 a oggi: quando, chi, come” (Laterza, 2017) è un altro suo ultimo libro. Ha pubblicato, inoltre, “Paolo Borsellino. Per amore della verità”, “La notte della civetta, storie erotiche di mafia, di Sicilia, d’Italia”.

La sua scomparsa, sopraggiunta a seguito di una emorragia cerebrale successiva a un infarto, lascia un vuoto in chi lo ha conosciuto e ha apprezzato la sua instancabile dedizione al giornalismo.

A tal proposito, è toccante il ricordo di Piero Melati pubblicato da Fabrizio Paladini, già capocronista de Il Messaggero. “Sai quelle persone di cui senti sempre parlare da amici e colleghi ma che non ti è mai capitato di conoscere? Di Piero Melati avevo sentito cose meravigliose. Me ne avevano parlato amici di Repubblica, del mio Messaggero, di Panorama, di Paese Sera, dell’Espresso. Quanto è bravo, quanto è persona perbene, quanto è ironico, quanto è colto. E chi sarà mai sto Melati? mi dicevo ogni volta. Poi, tre o quattro anni fa, a casa di Marco Steiner – un grande Amico oltre che uno straordinario scrittore con cui condivido la passione per tutto l’universo di Hugo Pratt – me lo ritrovo accanto sul tavolo in terrazza. E Piero sembró essere tutto quello che avevo sentito e anche molto di più. In questi anni ci siamo conosciuti meglio. Piero era, ma io vorrei continuare a dire “è”, una persona speciale perchè sa interessarsi agli altri senza farlo vedere, perché prima di parlare di qualcosa la studia e se non sa, tace. Perché è elegante nei modi, perché ha vissuto gli anni della ribellione e ne ha fatto bagaglio per quelli della saggezza. Perché sa ridere. Perché scrive da dio. Perché odia la mafia e i fascisti. Ora che é partito mi viene solo il dispiacere di non averlo conosciuto prima perché oggi sarei stato più ricco. Ciao Piero”.