Una svolta decisiva per la Fondazione Santa Lucia di Roma, eccellenza nella riabilitazione neuromotoria, che ha rischiato la chiusura dopo anni di difficoltà economiche. Con l’approvazione dell’assestamento di bilancio nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto, il Consiglio della Regione Lazio ha stanziato 30 milioni di euro per contribuire al salvataggio dell’istituto, insieme a Inail ed Enea.
La Regione Lazio stanzia 30 milioni per salvare la Fondazione Santa Lucia: garantite cure, ricerca e lavoro
L’intervento arriva dopo mesi di incertezza e preoccupazione per i pazienti, i medici, il personale sanitario e amministrativo. Le risorse serviranno a garantire la continuità delle cure, sostenere l’attività scientifica e di ricerca, e tutelare i posti di lavoro. Il Santa Lucia, specializzato nella neuroriabilitazione, rappresenta un presidio fondamentale del sistema sanitario regionale.
E’ del primo luglio la notizia pubblicata sul sito della fondazine della cessione del complesso aziendale del Santa Lucia con tanto di avviso di vendita.
La crisi dell’istituto, con debiti per circa 150 milioni di euro accumulati in un decennio, ha portato lo scorso anno all’amministrazione controllata da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Con la nomina di commissari straordinari, è stata avviata una procedura per individuare soggetti interessati al rilancio della struttura.
Ora, grazie anche a un recente emendamento che consente a Inail di intervenire in enti no profit, si apre un percorso concreto per il suo salvataggio.
“Abbiamo messo risorse dove servono davvero, per sostenere chi ha più bisogno e rafforzare i nostri presidi sociali e sanitari“, ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, definendo la manovra “tra le più significative” del suo mandato.
Incentivi per i medici dei pronto soccorso
Oltre ai fondi per il Santa Lucia, l’assestamento di bilancio prevede: 48 milioni per le strutture sanitarie private accreditate, a copertura dei costi legati all’emergenza Covid; 8 milioni per l’aumento delle tariffe delle RSA e degli hospice, per evitare che il costo ricada su famiglie e Comuni.
Previsti anche 9 milioni come incentivo straordinario per i medici dei pronto soccorso, che potranno ricevere fino a 1.000 euro al mese in base alle ore lavorate e 1,5 milioni per contrastare la diffusione del virus West Nile, che ha già provocato tre vittime nel Lazio.
Fondi anche per Gaza
Tra le misure extra-sanitarie: 30 milioni per la gestione degli alloggi popolari dell’Ater; oltre 2 milioni per interventi umanitari a favore della popolazione palestinese; 1,8 milioni per il monitoraggio delle infrastrutture stradali e infine 3 milioni per la ricostruzione dei laboratori di Agraria dell’Università della Tuscia, distrutti da un incendio.




















