La chiusura della stazione ferroviaria di Salone, lungo la linea FL2 Roma–Tivoli, ha acceso la protesta dei residenti di Settecamini, Case Rosse e Nuova Ponte di Nona, tagliati all’improvviso dal servizio. La soppressione della fermata scattata pochi giorni fa è stata motivata da problemi di ordine pubblico e degrado, ma ha incontrato l’immediata opposizione dei comitati di quartiere, che hanno lanciato una petizione online per chiederne la riattivazione.
Si chiede la riapertura della stazione ferroviaria Salone, lanciata una petizione. Si chiedono risposte concrete
Il Comitato di Quartiere Settecamini, tra i più attivi nella mobilitazione, ha rilanciato le richieste già presentate a novembre 2023: la chiusura del campo rom di via di Salone, il ripristino del servizio ferroviario, l’attivazione di navette per collegare la stazione ai quartieri circostanti e, in via transitoria, un servizio verso la stazione La Rustica.
La vicenda ha richiamato l’attenzione delle istituzioni. L’assessore regionale Fabrizio Ghera ha proposto l’istituzione di un tavolo tecnico con Trenitalia.
Roma Capitale ha espresso il proprio sostegno tramite Giovanni Zannola, presidente della Commissione Mobilità, e il consigliere Giorgio Trabucco.
Anche il Municipio IV, con una nota congiunta del presidente Massimiliano Umberti e del presidente della Commissione Assetto del Territorio Adriano Brescia, si è schierato contro la chiusura.
I residenti a Salone però chiedono risposte concrete, non semplici annunci o parole disolidarietà.
Dal 26 luglio stazione chiusa
La stazione, formalmente ancora attiva, è di fatto esclusa dal servizio ferroviario dal 25 luglio: i treni non vi fermano più. Trenitalia e Regione Lazio giustificano la decisione con i numeri (circa 60 passeggeri al giorno) e le criticità legate alla sicurezza.
Intanto l’Associazione 21 Luglio, che tutela i diritti delle comunità rom, ha annunciato un ricorso legale, definendo la soppressione della fermata una misura discriminatoria.


















