Condotta, cambia tutto: il 6 non basterà più per essere promossi

Stretta del Ministero sull’educazione civica e il comportamento in aula: il voto in condotta torna a pesare davvero

Foto di repertorio

Il sei in condotta non assicurerà più la promozione. Dal prossimo anno scolastico 2025/2026 entra ufficialmente in vigore la riforma del voto di condotta approvata ieri, 30 luglio, in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. Le nuove regole, che riguardano le scuole medie e superiori, pongono il comportamento degli studenti al centro del percorso formativo.

Stretta del Ministero sull’educazione civica e il comportamento in aula: il voto in condotta torna a pesare davvero

Chi non raggiunge almeno 6 in condotta sarà automaticamente respinto. Chi ottiene 6, invece, dovrà superare un compito di cittadinanza per essere ammesso alla classe successiva.

Troppa violenza nelle scuole

Il provvedimento mira a trasformare gli episodi di cattiva condotta in occasioni educative. Il compito di cittadinanza sarà un elaborato scritto, o eventualmente multimediale, che tratterà temi come il rispetto delle regole, la cittadinanza attiva e la responsabilità personale. Il consiglio di classe valuterà il lavoro con criteri specifici (chiarezza, maturità, coerenza) e deciderà se ammettere lo studente all’anno successivo.

La riforma arriva in risposta all’aumento degli episodi di violenza nelle scuole: nel solo anno scolastico 2023/2024 si sono registrati 75 casi, con 57 docenti coinvolti e 33 episodi attribuiti a familiari degli studenti.

Il ministro

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha dichiarato: “Vogliamo una scuola autorevole, non autoritaria. Il rispetto per la persona e le istituzioni è imprescindibile“.

Non solo cambia la valutazione del comportamento, ma anche le sanzioni disciplinari: chi sarà sospeso non resterà a casa, ma sarà coinvolto in attività educative o di cittadinanza solidale, anche in collaborazione con enti o associazioni.

Secondo i dati allegati al decreto, meno dell’1% degli studenti oggi ha un voto inferiore al 6, mentre tra il 2% e il 4% si colloca proprio sul sei.

La riforma intende intervenire su queste situazioni con strumenti nuovi, volti a responsabilizzare i giovani e favorire la crescita di cittadini consapevoli. A settembre partirà una campagna informativa rivolta a famiglie, studenti e personale scolastico per accompagnare la transizione.