Covava odio contro la polizia, perché a suo dire, era stato in passato ingiustamente arrestato e processato. L’altra notte la rabbia si è trasformato in un tour incendiario e in tre attacchi, messi a segno a Roma in meno di un’ora, ha appiccato fuoco ad altrettante auto della polizia. L’uomo, un 43enne romano senza fissa dimora, è stato fermato l’indomani a Ladispoli.
Il piromane ha appiccato a tre auto della Polizia in tre obiettivi sensibili, è stato rintracciato a Ladispoli
L’incendiario – come ricostruito poi dagli investigatori – avrebbe maturato un risentimento verso gli organi di polizia e quelli giudiziari, a seguito di un processo subito per reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni personali, e riaffiorato in particolar modo in occasione di un esposto presentato alla polizia lo scorso 9 luglio.
Il primo rogo è stato appiccato intorno alle 22:00 a una vettura della Polizia Penitenziaria parcheggiata in via Arenula, di fronte al Ministero della Giustizia. L’incendio, domato in tempo dagli agenti in servizio, non ha provocato gravi danni.
Poco dopo, alle 22:39, le telecamere del commissariato Viminale hanno immortalato lo stesso individuo mentre dava fuoco a una volante della Polizia di Stato in via Farini. L’uomo, con zaino in spalla e cappello con visiera, ha utilizzato un liquido infiammabile contenuto in una bottiglia di plastica.
Alle 23:00 un terzo rogo è stato segnalato in piazza dell’Indipendenza, nei pressi della sede del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), dove sono stati incendiati rifiuti in strada. In questo caso non ci sono stati danni né certezze sul collegamento con i precedenti episodi, ma l’ipotesi non è esclusa.
L’arresto a Ladispoli: chi è il presunto piromane
L’arresto a poche ore dagli attacchi incendiari, a Ladispoli. Il suo volto è stato identificato grazie alle telecamere di sorveglianza e all’attività di indagine della Digos, che lo ha rintracciato il giorno per strada fuori Roma.
È ora a disposizione dell’autorità giudiziaria e dovrà rispondere di danneggiamento aggravato. Sono in corso anche accertamenti di natura psicologica.
Le reazioni
Numerose le espressioni di solidarietà verso le forze dell’ordine. Il vicepremier Antonio Tajani ha definito l’episodio “un attacco alle istituzioni dello Stato“, mentre Domenico Pianese (Coisp) ha sottolineato il crescente clima di ostilità verso chi indossa l’uniforme.
Per Fabio Conestà (Mosap), si è trattato di un gesto “che va oltre il vandalismo“, mentre Marco Milani (Sulpl) ha espresso forte preoccupazione per un attacco che definisce “una sorta di guerra alle istituzioni nel cuore di Roma“.


















