E’ stato recuperato poco dopo l’una di oggi il corpo di Antonio “Tony” Magliozzi, 68 anni, lo storico pescatore di Anzio disperso all’alba di ieri, 22 luglio, in mare dopo il naufragio del suo peschereccio, il Resurgo.
Le ricerche per ritrovare il pescatore Tony Magliozzi disperso in mare erano ripartite all’alba
Un lavoro difficile quello dei soccorritori. Il nucleo di sommozzatori di Roma col supporto dei colleghi di Napoli e degli uomini della Capitaneria di Porto hanno lavorato per ore per raggiungere il peschereccio affondato a una cinquantina di metri di profondità. Una operazione difficile resa ancora più complicata dalla presenza di circa 250 metri di rete da pesca che si è srotolata in mare.
La tragedia si era consumata ieri mattina, intorno alle 4, al largo della secca Costaguti, a circa cinque miglia dalla costa. Il figlio Andrea, 38 anni, che si trovava con lui a bordo, è stato tratto in salvo in extremis.

L’incidente
Secondo le prime ricostruzioni, l’imbarcazione lunga sedici metri potrebbe aver urtato uno scoglio o incagliato la rete a strascico sul fondale. La Resurgo si sarebbe inclinata bruscamente su un lato, imbarcando acqua e affondando in pochi minuti, mentre i due uomini si trovavano nella plancia di comando.
Il giovane Andrea è stato salvato grazie al tempestivo intervento del motopeschereccio Paola Madre, comandato da Angelo Grillo, che ha lanciato l’allarme dopo aver perso il contatto radar con la barca di Magliozzi. “Eravamo a mezzo miglio di distanza – racconta Grillo – poi, improvvisamente, non l’ho più visto sul radar. Ho provato a chiamarlo, ma non rispondeva. Lo stesso è accaduto con Andrea. Quando anche la Capitaneria ha tentato invano di contattare Resurgo, abbiamo capito che era successo qualcosa di grave”.
Sul punto del naufragio sono intervenuti i mezzi della Guardia Costiera, i sommozzatori dei Vigili del Fuoco da Civitavecchia e da Napoli, specializzati nelle operazioni a grande profondità. L’imbarcazione giace ora a circa cinquanta metri sotto il livello del mare.
Il racconto del superstite
Sconvolto, ma in salvo, Andrea Magliozzi ha raccontato tra le lacrime quanto accaduto: “Eravamo partiti alle tre per la solita battuta di pesca. Arrivati in zona, il mare ci ha spinto verso gli scogli. Ho detto a mio padre che ci stavamo ribaltando.
Lui ha cercato di manovrare per raddrizzare la barca, poi un’ondata ha colpito e io ho seguito una luce di emergenza. Pensavo l’avesse fatto anche papà. Poi il vuoto. È successo tutto in un attimo”.
La speranza della famiglia
Sul molo del porto di Anzio, Mariella – la moglie di Tony – ieri osservava il mare nella speranza di un miracolo. Attorno a lei amici, pescatori, soccorritori. “È un uomo forte, un gran nuotatore. Forse ha trovato una bolla d’aria. Ci affidiamo a Dio”.
“Poteva stare in pensione, tranquillo – il racconto di un altro familiare – Ma amava troppo il mare“.
Il ricordo commosso del cugino
Commovente il messaggio diffuso oggi dal cugino di Tony: “Tony era una bravissima persona, un gran lavoratore, buono, generoso, stimato da tutti. Tutto casa, lavoro, famiglia. Ha ereditato l’amore per il mare da suo padre Luigino, comandante storico della marineria di Anzio. Sono molto turbato da questa tragedia. Prego perché le ricerche diano presto un esito positivo”.
Il sindaco: “Siamo tutti uniti nel dolore”
Il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, già dai ieri ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia e a tutti i pescatori: “Sono vicino ai familiari di Tony e all’intera comunità. Le ricerche proseguono, non perdiamo la speranza. Ringrazio tutti i soccorritori, i Vigili del Fuoco, la Guardia Costiera e i pescatori che stanno lavorando instancabilmente da ore”.


















