Sfregio alla memoria di Giacomo Matteotti. Questa mattina (21 luglio), sul Lungotevere Arnaldo da Brescia, è stato segnalato un grave atto vandalico: la lapide in marmo, posizionata di fronte al monumento dedicato a Giacomo Matteotti, è stata danneggiata.
Il monumento a Giacomo Matteotti sul Lungotevere preso di mira: sfregiata la lapide commemorativa. Indagano i carabinieri
Il marmo riporta incisa la celebre frase “Uccidete pure me, ma l’idea che è in me non l’ucciderete mai“, motto che testimonia il sacrificio del deputato socialista, rapito e ucciso il 10 giugno 1924 da una squadra fascista in quel medesimo tratto di fiume.
Sul posto sono tempestivamente intervenuti i Carabinieri della Stazione di Roma Flaminia, che hanno condotto un sopralluogo con rilievi tecnico-scientifici e avviato le indagini per identificare i responsabili. Il fatto rischia di riaccendere tensioni attorno alla figura di Matteotti, simbolo della memoria antifascista.
Il monumento
Il monumento in bronzo, opera di Iorio Vivarelli, fu inaugurato nel 1974 – a 50 anni dall’omicidio – nel luogo esatto del rapimento. Negli anni scorsi la pietra commemorativa era già stata bersaglio di attacchi e deturpazioni, generando condanne bipartisan e richieste di maggiore tutela.
Chi era Giacomo Matteotti
Politico socialista e coraggioso denunciava, sin dal 1924, brogli elettorali e violenze fasciste. Dopo il celebre discorso alla Camera, fu rapito proprio sul Lungotevere Arnaldo da Brescia e ritrovato cadavere il 16 agosto 1924, nelle campagne di Riano.
Il ripetersi di questi atti vandalici contro le lapidi e i monumenti dedicati a Matteotti – presenti non solo a Roma ma anche nel comune di Riano, dove recentemente sono state imbrattate le stele con scritte come “W Fascio” – allarma non solo per l’outrage sui simboli storici, ma anche per il loro significato politico e civile.
Un atto vile
Tra i primi a condannare il gesto Alessio D’Amato, Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, rispettivamente segretario romano di Azione, capogruppo e consigliere di Azione in Campidoglio: “Si tratta di un gesto vile e incivile che rappresenta un insulto alla memoria di un uomo che ha sacrificato la propria vita per la libertà, la democrazia e la giustizia sociale”.


















