Passepartout elettronici per il furto del ciclomotore. Per dirlo in altre parole quando l’elettronica viene messa al servizio dei reati predatori compiuti, in questo caso, ai danni di un residente del quartiere Trieste a Roma.
Passepartout elettronici per il furto del ciclomotore, il tentativo sventato dai militari dell’Arma
E’ accaduto la notte scorsa, lunedì 14 luglio, quando una pattuglia dei carabinieri della stazione di Viale Libia ha notato due giovani di 21 e 22 anni, entrambi senza dimora e già noti alle forze dell’ordine, mentre armeggiavano intorno a un ciclomotore in via Val d’Ossola.
I militari dell’Arma li hanno bloccati e hanno appurato che il ciclomotore, con il bloccasterzo già forzato, era stato rubato in piazza Vulture e che i due avevano collegato il sistema di accensione a una centralina elettronica con cui intendevano, evidentemente, accendere il motore senza più dare nell’occhio e dileguarsi.
I carabinieri hanno tratto in arresto entrambi con l’accusa di aver commesso il reato di furto aggravato dallo scasso in concorso tra loro.
Le misure cautelari sono state convalidate dal magistrato e il mezzo di trasporto restituito al suo legittimo proprietario.
E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indiziata di reato o rinviata a giudizio, in ogni stato e grado del procedimento penale, deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.
Si precisa che, considerato lo stato del procedimento, indagini preliminari, gli arrestati devono considerarsi innocenti fino ad eventuale sentenza definitiva.

















