E’ una storia di resilienza, gratitudine e vocazione per la legalità quella di Lorenzo, un ragazzo di sedici anni di Roma, che pur avendo sempre guardato la Polizia di Stato con ammirazione e profondo rispetto, ha cementato il suo legame con questo corpo in un momento di grande difficoltà per lui. Durante una lite familiare, trovò il coraggio di comporre il Numero Unico di Emergenza 112. Fu quella chiamata, e la voce dell’operatore a rassicurarlo fino all’arrivo tempestivo delle volanti.
Soccorso dai poliziotti Lorenzo scrive una lettera al Questore: oggi la visita alla Sala Operativa di Roma e l’incontro con gli agenti che gli hanno cambiato la vita
Oggi questo rapporto speciale e la sua ammirazione per la Polizia di Stato, si è trasformato in un desiderio concreto: un giorno, anche lui vorrà indossare quella divisa per proteggere gli altri. Una promessa con sé stesso suggellata da una visita indimenticabile che gli è stata concessa alla Questura di Roma.

Un amore per la legalità che nasce fin da piccolo
Per molti adolescenti, i sedici anni sono un’età di ribellione e messa in discussione delle regole. Per Lorenzo, invece, rappresentano il momento in cui la sua passione per la legalità e le forze dell’ordine si è consolidata.
A raccontare questo passaggio delicato della sua giovinezza è stato lui stesso, in una toccante lettera inviata alla Polizia di Stato:
“Vi ammiro da sempre, fin da quando ero piccolo – ha spiegato il 16enne –Â e ogni volta che vedo un agente in divisa o una volante in strada, dentro di me si accende un senso di rispetto e di stima che non riesco neanche a spiegare a parole”.

Un sentimento così forte, da portarlo a collezionare foto di agenti e a passare volutamente davanti ai commissariati, solo per osservare l’uscita delle volanti. Insomma una vocazione così radicata che ne ha mosso il desiderio di far parte della “famiglia” della Polizia.
Il momento più difficile della sua vita e la chiamata al 112 che cambiò tutto in un istante
Nella parole inviate alla Questura poi, il 16enne ha anche voluto spiegare come questo legame profondo con la Polizia di Stato si è rafforzato in un episodio personale difficile e delicato.
Durante una lite familiare, in un momento di grande difficoltà e confusione, il ragazzo ha avuto la lucidità e il coraggio di chiedere aiuto, componendo il NUE 112 e trovando dall’altra parte una voce calma e professionale dell’operatore che per lui in quel momento è stata come un faro e ha saputo rassicurarlo, rimanendo al telefono con il ragazzo sotto shock fino all’arrivo delle volanti.
Quell’intervento tempestivo, e la sensazione di essere protetto, ascoltato e importante, hanno così confermato dentro di lui, la certezza che la Polizia è un vero e proprio punto di riferimento, una bussola per i cittadini ma anche per la sua vita.
È da quel giorno che il suo desiderio di far parte di quella realtà è diventato un obiettivo concreto, non più solo un sogno.
La visita al cuore operativo e l’incontro con i suoi eroi
Questa mattina, per Lorenzo, è stato un giorno davvero speciale. Accompagnato da una Volante della Polizia di Stato, è stato accolto con grande calore dagli agenti e dal Questore di Roma Roberto Massucci direttamente in Questura.

Il momento più emozionante è stata la visita alla Sala Operativa, il vero “cuore pulsante” di ogni intervento. Ed è stato qui che ha potuto toccare con mano come le voci dietro i numeri si trasformino in aiuto concreto, assistendo in prima persona al coordinamento delle operazioni e alla gestione delle emergenze e vedere da vicino il lavoro dei suoi “eroi”, e comprendendo la complessità e l’importanza del loro ruolo.
Per Lorenzo un futuro in divisa
L’esperienza vissuta e l’incontro con gli agenti hanno rafforzato ulteriormente la sua determinazione. Lorenzo ha raccontato che, motivato dal desiderio di indossare un giorno quella “giubba blu”, ha ritrovato un interesse ancor più vivo per lo studio. E il suo obiettivo ora è chiaro: diplomarsi con diligenza per poter partecipare al concorso ed entrare in Polizia.


















