Il Campidoglio paga gli avvocati agli zingari del campo nomadi di Castel Romano. Nessuno, però, vuole dargli casa

Tra i progetti di inclusione dei nomadi di Castel Romano varati dal Campidoglio anche le spese legali a supporto dei soggetti con procedimenti giudiziari in atto. Deserto il bando di gara per favorire l’housing

Una casa al posto della roulotte con tanto di trasloco pagato. E’ il progetto ambizioso del Campidoglio che, però, non ha trovato aziende interessate a metterlo in pratica. Nonostante una dotazione di 600mila euro. In compenso, c’è chi pagherà per conto del Comune di Roma le spese legali di quei nomadi che hanno procedimenti giudiziari in atto.

Tra i progetti di inclusione dei nomadi di Castel Romano varati dal Campidoglio anche le spese legali a supporto dei soggetti con procedimenti giudiziari in atto. Deserto il bando di gara per favorire l’housing

E’ andato parzialmente deserto il bando di gara lanciato dal Campidoglio per dare una casa a non meno di venti nuclei familiari che vivono nel campo nomadi di Castel Romano, disteso lungo la via Pontina tra Tor de Cenci e Pomezia. Nessuno si è candidato per il lotto relativo all’housing ovvero alla fornitura di case dove trasferire quegli ospiti, con tanto di trasloco pagato dal Campidoglio, in civili abitazioni. Al contrario, due lotti sono stati assegnati: quello relativo ai “Servizi per la regolarizzazione documentale” (dotazione di 451mila euro) e quello per “Servizi per l’Accesso all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro” (impegno di 667mila euro).

Cosa prevedono gli appalti assegnati

Entrambi i lotti sono stati assegnati a un raggruppamento temporaneo di imprese che ha come capofila la cooperativa sociale Folias. La durata del contratto è di 20 mesi. In questo lasso di tempo le aziende vincitrici dovranno effettuare le azioni richieste per la regolarizzazione documentale degli ospiti del campo nomadi e favorire l’accesso alla loro istruzione, alla formazione e al lavoro.

Riguardo alla regolarizzazione documentale di rom e Sinti oltre ad “Accrescere il livello di conoscenza, competenza e consapevolezza del proprio status giuridico”, il contratto prevede anche l’assistenza legale per questi soggetti alle prese con procedimenti giudiziari. Il capitolato speciale, infatti, prevede espressamente, la “Valutazione e presa in carico da parte degli avvocati dei soggetti che necessitano di percorsi giudiziari, che dovranno essere portati a termine anche oltre la durata del contratto”. Il capitolato stabilisce anche l’entità economica dell’assistenza legale che potrà essere fornita ai nomadi che ne avranno bisogno: dei complessivi 451mila euro di dotazione per il lotto, 128mila saranno utilizzabili per le spese legali.

Può essere utile sottolineare che diverse delle borseggiatrici individuate a catturate sulle linee metro di Roma, provengono proprio dal campo nomadi di Castel Romano.

Il lotto relativo ai “Servizi per l’Accesso all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro” ha per obiettivo di “Garantire l’accesso e le pari opportunità in termini di istruzione, formazione e inclusione lavorativa a tutti i beneficiari, con particolare attenzione alle fasce più fragili della popolazione, quali donne, giovani e disabili” oltre che “Accrescere il livello di scolarizzazione”. Impegno di spesa: 667mila euro.

Niente case per Rom e Sinti

E’ fallito per mancanza di aziende interessate, il progetto di housing ovvero la volontà del Campidoglio di trasferire i nomadi di Castel Romano dalle roulotte a abitazioni civili. Il piano si prefiggeva la “Individuazione di soluzioni abitative diversificate per almeno 20 nuclei familiari, anche attraverso progettualità innovative di housing”. Della dotazione complessiva di 604mila euro ben 200mila erano riservati a “contributi all’affitto, cohousing”. Previsti anche 40mila euro per le spese di trasloco che i nomadi avrebbero dovuto affrontare per portare le loro cose dalle roulotte alle nuove case.