Esplosione a Villa Gordiani, nell’aria c’è diossina. Come stanno i feriti più gravi

Feriti ancora gravi e diossina nell'aria: il bilancio del disastro scampato

Un'ambulanza danneggiata nell'esplosione

Diossina nell’aria e due feriti ancora gravi. Il giorno dopo l’enorme esplosione di Villa Gordiani si tira il bilancio del disastro scampato.

Feriti ancora gravi e diossina nell’aria: il bilancio del disastro scampato

I due pazienti più gravi dei 50 soccorsi, entrambi in condizioni critiche e ricoverati al Sant’Eugenio, sono sedati e sottoposti a ventilazione meccanica assistita.

Uno dei due ha riportato ustioni di terzo grado sul 55% del corpo. Su di lui è stato eseguito un primo trattamento di escarolisi enzimatica, tecnica che consente la rimozione del tessuto necrotico con l’uso di enzimi selettivi.

Si tratta di un primo passo nel complesso percorso terapeutico – spiega la Asl – ma la prognosi resta riservata”.

Nuovo ricovero a Sant’Eugenio

Nel frattempo, all’ospedale Sant’Eugenio, si registra un nuovo ricovero: si tratta di un uomo trasferito dall’ospedale San Giovanni, le cui condizioni vengono definite comunque non gravi.

Il paziente è cosciente e vigile, non ha bisogno di supporto respiratorio e presenta ustioni localizzate su un braccio, con un interessamento del 10% del corpo. È in corso una valutazione specialistica per definire il trattamento più adeguato.

La Asl ha precisato che nuovi aggiornamenti saranno forniti solo in caso di significative variazioni cliniche.

Rilevata diossina nell’aria

Preoccupano, anche, i dati ambientali emersi dopo l’esplosione. L’Arpa Lazio ha infatti rilevato la presenza di diossina nell’aria nella zona colpita. I primi risultati del monitoraggio parlano di diossine-TEQ pari a 1 pg/m³, un valore (dieci volte il normale9 che, pur essendo contenuto, indica comunque un impatto ambientale da non sottovalutare.

Concentrazioni superiori a 0,3 pg/m3 indicano la presenza di una fonte di emissione localizzata, ovvero significano che l’incendio ha effettivamente generato diossina”, spiega l’Arpa in un documento reso noto oggi.

Arpa Lazio – viene poi specificato – è “intervenuta, come di consueto, per effettuare il monitoraggio della qualità dell’aria a supporto degli enti locali e sanitari cui competono le valutazioni in merito ai possibili rischi per la salute e ai comportamenti da seguire. A questo fine – spiega l’ente – il personale dell’Agenzia ha installato un campionatore, strumento necessario per verificare l’eventuale presenza in aria di sostanze inquinanti come idrocarburi policiclici aromatici, Pcb e diossine, a poca distanza dall’area interessata dall’incendio“.

Intanto la procura di Roma ha avviato le indagini per accertare la causa del disastro