Le segnalazioni di testimoni e i primi risultati delle autopsie stanno delineando un quadro inquietante per la mamma e la neonata di pochi mesi trovate morte a Villa Pamphili mentre gli inquirenti si muovono tra poche certezze e molti interrogativi.
La neonata sarebbe stata strangolata: non ancora identificate le vittime. Caccia aperta all’assassino
Le indagini si concentrano su almeno due segnalazioni ritenute di particolare interesse. Una donna ha riferito di aver visto venerdì sera a Villa Pamphili un uomo con una bambina in braccio nei pressi del luogo del ritrovamento.
Questa testimonianza trova riscontro in quanto raccontato da tre minorenni che, contattando il 112, hanno fornito la stessa versione di un uomo che si aggirava nella villa con un “fagotto”.
Questi racconti, sebbene frammentari, rappresentano un punto di partenza fondamentale per gli investigatori alla ricerca di un volto e un movente. Ulteriori dettagli sono emersi da un senzatetto che ha dichiarato di aver visto madre e figlia in compagnia di un uomo con il pizzetto, un’informazione ancora al vaglio ma potenzialmente utile.
I risultati shock dell’autopsia sulla neonata
L’autopsia sulla neonata, di età compresa tra i sei e i dodici mesi, ha rivelato un quadro di violenza raccapricciante. Segni di strangolamento sul collo, ematomi alla bocca e al naso, un trauma alla nuca e lividi sul petto, sulla gamba e sul braccio destro suggeriscono che la piccola sia stata brutalmente picchiata prima di morire.
Si fa strada con forza l’ipotesi dell’omicidio aggravato. Secondo i medici, la bambina sarebbe morta almeno sei giorni dopo la madre, il giorno prima del ritrovamento del suo corpo tra i rovi in una zona appartata del parco. La domanda cruciale è cosa sia accaduto alla bambina in quei giorni: è difficile pensare che si sia spostata da sola, suggerendo che sia rimasta con il suo assassino.
Le incognite sull’identità e le tracce genetiche misteriose
Il caso è reso ancora più complesso dalla mancanza di certezze sull’identità delle vittime. Le impronte digitali non hanno dato risposte, non risultando depositate in alcuna banca dati, e l’attesa per la comparazione dei DNA tra le due vittime è alta, potendo rivelare il legame di parentela.
Tracce di Dna di una terza persona
Un elemento investigativo di grande rilevanza è il ritrovamento di tracce genetiche di una terza persona sul sacco che copriva il corpo della madre. Questo dettaglio apre a nuove ipotesi e intensifica la caccia all’assassino o agli assassini.
Le telecamere di sorveglianza, purtroppo scarse, della Villa Pamphili sono sotto esame, con gli inquirenti che cercano di isolare le riprese della metà mattina, un orario in cui il parco è meno frequentato.
Un terzo sopralluogo nella zona del ritrovamento del corpo della donna, senza abiti e coperto da un sacco nero, ha permesso alla polizia scientifica di raccogliere ulteriori reperti.
Tra gli oggetti ritrovati nel presunto giaciglio delle vittime non c’erano passeggini o biberon, ma un sacco a pelo blu, vestiti da adulti e bambini, un reggiseno nero e pannolini.
La Polizia intanto ha reso noto i tatuaggi della donna per favorirne l’identificazione.



















