Era stato orchestrato con precisione millimetrica, il raggiro crudele nei confronti di una donna residente all’Esquilino, e messo in atto da un “finto carabiniere” e un “finto avvocato”. Gli attori di origine campana, di un terribile inganno, con il quale volevo estorcere alla malcapitata migliaia di euro, terrorizzandola con l’idea che se non li avesse recuperati e consegnati con urgenza, avrebbe visto il figlio andare dietro le sbarre.
Estorsione contro un’anziana all’Esquilino: è caccia a due complici che avevano ingannato la donna fingendosi un Carabiniere e un avvocato
Il nuovo caso di truffa agli anziani è avvenuto nel quartiere Esquilino, dove la spregiudicatezza di criminali senza scrupoli, aveva preso di mira una signora anziana con l’obiettivo di estorcerle almeno 10mila euro tra contanti e gioielli.
Il raggiro perfetto tra il finto Carabiniere e il presunto avvocato
Tutto è iniziato con la telefonata di un presunto “finto carabiniere” al domicilio della donna, avvertita dalla voce di questo falso militare, dell’imminente fermo del figlio, che si era reso responsabile di aver investito una donna.
Con una dialettica persuasiva, era così riuscito a convincere la vittima di rivolgersi immediatamente a un “finto avvocato”. Un tale che combinazione, era già pronto dall’altera parte del telefono a subentrare come risolutore nella vicenda e completare l’opera di convincimento.
Un inganno quasi perfetto, che aveva avuto il risultato di far acconsentire la malcapitata in preda al panico, a consegnare una somma ingente in gioielli, per coprire le spese legali e impedire che il figlio, falsamente accusato del grave incidente stradale, andasse dietro le sbarre.
L’entrata in scena del corriere
Ad avere un ruolo cruciale sulla vicenda poi è stati il “corriere”. Un individuo che presentatosi per ben due volte, a distanza di appena mezz’ora, alla porta dell’anziana signora, le aveva preso dalle mani come se nulla fosse, risparmi e preziosi di una vita con la promessa di salvarle il figlio.
Solamente in un secondo momento, quando l’anziana donna ha raccontato l’accaduto alla figlia, la vittima ha realizzato l’inganno, per poi scoprire ulteriormente che suo figlio stava bene, e che non aveva causato alcun incidente da motivare le ignobili richieste dei sedicenti “ufficiali” e “avvocati” per derubarla.
Le indagini e l’arresto a Mondragone: un paio di occhiali l’inizio chiave incastrare la banda
Immediatamente dopo la denuncia della vittima, sono state avviate le indagini da parte degli agenti del Commissariato Esquilino, che si sono concentrate sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, stringendo il cerchio sul “corriere”: il soggetto cristallizzato negli orari esatti delle sue visite alla vittima.
A inchiodarlo, il dettaglio apparentemente insignificante di un paio di occhiali da vista riconosciuti immediatamente dalla donna, che insieme all’auto a noleggio utilizzata dal truffatore, che gli aveva permesso di commettere altri furti nel Nord Italia, ha portato all’arresto di un 20enne di origini ucraine, rintracciato e individuato a Mondragone, in provincia di Caserta, e subito condotto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria con l’accusa di estorsione aggravata.
Prosegue la caccia agli altri complici
Con l’arresto del “corriere” le indagini intanto proseguono per individuare gli altri due presunti responsabili, il finto carabiniere e il finto avvocato, che potrebbero essere peraltro la mente del piano architettato nella parte telefonica del raggiro.


















