Zuppi, il Papa mancato dei romani, parla per la prima volta: “Mi sarei affacciato… e poi”

Zuppi parla per la prima volta della mancata elezione: "Avrei fatto come Moretti"

Il cardinale Zuppi

Matteo Zuppi – per molti “il Bergoglio italiano”, per altri semplicemente don Matteo – ha finalmente rotto il silenzio sulla sua mancata elezione al soglio pontificio caldeggiata dai romani. Con la consueta ironia il cardinale – presidente della CEI, arcivescovo di Bologna, romano trasteverino e ex studente del liceo Virgilio – ha commentato, per la prima volta in pubblico, l’esito del conclave che ha eletto l’americano papa Leone XIV.

Zuppi parla per la prima volta della mancata elezione: “Avrei fatto come Moretti”

Mi sono chiesto cosa avrei fatto se fossi stato io. E ho pensato che avrei fatto come nel film di Nanni Moretti: mi sarei affacciato… poi, vedendo tutta quella gente, avrei richiuso la finestra dicendo ‘non ce la faccio’”.

Un passaggio toccante, e al tempo stesso umano e autoironico, che ha strappato un lungo applauso al pubblico del Salone del Libro di Torino. L’argomento è emerso durante un confronto sul palco tra Zuppi e il cantautore Luciano Ligabue, nell’ambito dell’incontro dal titolo “Le storie, la Storia. Dall’io al noi”, uno degli eventi più attesi della kermesse.

La direttrice Annalena Benini lo aveva annunciato come “un appuntamento speciale”, e non ha deluso. L’Auditorium era pieno fino all’ultimo posto; dopo l’incontro, la fila per il firmacopie e i selfie con Ligabue ha letteralmente invaso i corridoi.

Ma è stata la voce di Zuppi, pacata e densa, a lasciare il segno. Non ha evitato le domande scomode, anzi. Ha scherzato anche sul “Fantapapa”, il gioco social che lo dava tra i favoriti: “Certo che me ne sono accorto. Ho avuto uno scatto di stima per i miei tifosi”.

Dal Vaticano al mondo

Dal Vaticano alle tragedie del mondo, il cardinale ha toccato anche temi drammaticamente attuali. Ha parlato del dolore per la morte del padre, ma anche del pianto che oggi è necessario: “Bisogna piangere quei piccoli morti di freddo, e tutti i bambini uccisi a Gaza e nelle altre guerre. È una cosa inaccettabile”.

Chiara anche la sua posizione contro il sovranismo: “Non ha futuro. Fa male al Paese. Chi ama davvero il proprio Paese butta via le frontiere, non le costruisce”.