“Il Campidoglio ha preteso canoni demaniali non dovuti”: per il Tribunale di Roma il V-Lounge di Ostia va risarcito di 400mila euro

Storica sentenza del Tribunale Civile: il Campidoglio condannato a risarcire il V-Lounge per aver preteso canoni demaniali non dovuti. Pronti ricorsi a cascata

Veduta del V Lounge con un drone

Il Campidoglio non ha mai aggiornato le cosiddette consistenze degli spazi aperti e coperti occupati dallo stabilimento balneare V-Lounge di Ostia. Eppure ha preteso il pagamento del canone demaniale marittimo come se la spiaggia non si fosse ridotta per l’erosione o non fossero stati demolite murature per lasciare posto a strutture facilmente rimovibili. Per questo motivo, è stato condannato a risarcire il maltolto al concessionario e a pagare le spese giudiziarie.

Storica sentenza del Tribunale Civile: il Campidoglio condannato a risarcire il V-Lounge per aver preteso canoni demaniali non dovuti. Pronti ricorsi a cascata

E’ il senso della sentenza del Tribunale Civile di Roma Sezione Seconda numero 12103/2021 emessa ieri a firma del giudice Pietro Persico. Si contrapponevano la società concessionaria dello stabilimento balneare V-Lounge di Ostia, la Picenum S.r.l. al Comune di Roma Capitale. Il tribunale ha “annullato l’ordine di introito con il quale Roma Capitale ha richiesto al gestore dell’impianto e il pagamento del canone demaniale per l’anno 2020 per la concessione marittima, per un importo pari ad €. 84.425,79, e ha annullato anche le richieste di pagamento per la parte in eccesso in riferimento ai precedenti anni dal 2010 al 2019”.

Le convenute Roma Capitale e Agenzia del Demanio sono state condannate “alla restituzione delle somme in eccesso negli anni incassate e quindi al pagamento in favore dello Stabilimento Balneare Picenum S.r.l., in persona del legale rappresentante pro-tempore, della somma complessiva di € 375.367,222”.

Va sottolineato che durante il giudizio, il Comune di Roma non ha neanche nominato un proprio consulente tecnico, evidentemente consapevole di essere in difetto. Oltre alla somma da restituire al concessionario, Campidoglio e Agenzia del Demanio sono state condannate al pagamentodelle spese del presente giudizio liquidate in € 1241,00 per esborsi ed in € 18500,00 per compensi di avvocato, oltre IVA e CPA come per legge e rimborso spese generali”.

Si conclude positivamente la causa dello stabilimento V-Lounge contro il Comune di Roma – commenta Andrea Schiavone di Labur, Laboratorio Urbanistico consulente tecnico di parte – E’ stato dimostrato che il Campidoglio ha adottato un atteggiamento persecutorio nel rivendicare canoni concessori non dovuti perché non ha mai verificato lo stato dei luoghi. Questa sentenza, peraltro, costituisce un precedente giurisprudenziale non solo per gli altri concessionari che si trovano nelle stesse condizioni ma anche per un tema consolidato come quello della famosa dividente demaniale che interessa un’area di complessivi 400mila mq, pari a 40 campi di calcio, sul Lungomare di Levante di Ostia per l’occupazione dei quali il Campidoglio pretende canoni non dovuti”.