Oltre diecimila persone provenienti da tutta Italia hanno animato le vie di Roma in occasione della Manifestazione Nazionale per la Vita 2025. Famiglie, giovani, anziani e attivisti pro-life hanno sfilato, per affermare il valore intrinseco della maternità e il ruolo centrale della famiglia tradizionale. La manifestazione si è svolta pacificamente, nonostante un tentativo di contestazione da parte di un gruppo di femministe.Â
“Scegliamo la Vita”: tra la folla di partecipanti il tentativo di contestazione di un gruppo di femministe
Una folla imponente ha partecipato alla manifestazione nazionale “Scegliamo la Vita” a Roma, ribadendo con forza il valore della vita dal concepimento alla morte naturale dal palco allestito ai Fori Imperiali, dove i relatori hanno lanciato appelli accorati contro l’aborto in ogni sua forma, l’eutanasia e la manipolazione degli embrioni.
La manifestazione che come hanno sottolineato gli organizzatori ha “ancora una volta la voce della maggioranza silenziosa del nostro Paese, una voce che chiede politiche concrete a tutela della vita e della famiglia naturale“, ha ricevuto un importante segnale di attenzione, giunto dal Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, che ha inviato un messaggio istituzionale in occasione della manifestazione.
L’appello del Presidente Fontana: arrestare il declino demografico e tutelare la vita
Fontana ha espresso il suo saluto ai partecipanti, riconoscendo l’evento come “un’opportunità per riflettere sul valore della vita e sulla necessità di assicurarne la tutela in ogni sua fase“, sottolineando come la protezione dell’essere umano sia “il primo dei diritti inviolabili” garantiti dalla Costituzione, e definendo la vita “presupposto indispensabile per l’esercizio di tutti gli altri diritti”.
Nel suo messaggio poi, ha posto anche l’accento sulla gravità della crisi demografica che affligge l’Italia, evidenziando come “il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione rendono sempre più insostenibile il sistema pensionistico e sanitario” – esortando le Istituzioni ad agire con determinazione per favorire le condizioni politiche e culturali in grado di arrestare il declino demografico.
Il grido contro l’aborto e l’eutanasia
Dal palco della manifestazione, i portavoce hanno ribadito con forza la richiesta di “stop all’aborto in ogni sua forma”, definendolo “sempre la soppressione di una vita innocente”. È stata sollecitata l’abolizione dell’aborto legale e l’attivazione di fondi pubblici per sostenere le donne e prevenire gli aborti causati da difficoltà economiche o sociali, con un forte sostegno ai Centri di Aiuto alla Vita. Un’altra battaglia cruciale riguarda la diffusione della pillola abortiva RU486, definita “disumana, pericolosa e violenta”, chiedendone l’immediata abolizione della relativa circolare ministeriale.
Con altrettanta fermezza è stato espresso il “rifiuto radicale di ogni forma di fecondazione artificiale”, ribadendo che “la vita non si produce né si manipola in laboratorio”. Infine, un grido unanime si è levato contro l’eutanasia e il suicidio assistito, con la richiesta di una vera rete nazionale di Cure Palliative accessibili a tutti.


















