Concertone, la conta dei danni in piazza San Giovanni e chi li pagherà

Concertone del Primo Maggio, i danni in piazza San Giovanni e a chi saranno messi in carico

Il Concertone di piazza San Giovanni

Dopo l’oceanico Concertone del Primo Maggio che ha portato oltre 200mila persone in piazza San Giovanni a Roma, questa mattina – 5 maggio – si è svolto un sopralluogo congiunto tra Campidoglio e organizzatori per valutare lo stato dell’area.

Concertone del Primo Maggio, i danni in piazza San Giovanni e a chi saranno messi in carico

Dalla verifica sono emersi alcuni danni che richiederanno lavori di ripristino. A precisarlo è il Comune, che ha sottolineato come le criticità non siano state causate dal pubblico presente, ma dalle operazioni di montaggio e smontaggio del palco.

Saranno dunque gli stessi organizzatori a farsi carico degli interventi, già avviati: è stata ad esempio ordinata la fornitura delle lastre di pietra necessarie. I lavori inizieranno appena sarà completata la consegna dei materiali, attesa entro fine mese, e dureranno circa una settimana.

I danni

Nel dettaglio, sono da sostituire 106 lastre in pietra della pavimentazione su un totale di circa 80mila – e riparare una panchina scheggiata. Ulteriori valutazioni saranno svolte sul manto erboso da parte degli agronomi, e l’intera area sarà sottoposta a una pulizia approfondita.

Spazzini in azione

Le squadre dell’Ama, intanto, si sono date da fare per restituire a romani, pellegrini e turisti una spazio senza cartacce, cicche e bottigliette. Il lavoro svolto dagli operatori ecologici però non è stato sufficiente per restituire alla città la piazza nelle condizioni pre Concertone. Da qui la decisione del Campidoglio di intervenire con gli organizzatori.

L’alternativa il Circo Massimo

A destare le maggiori preoccupazioni nei residenti e sui social è stato il prato. Come era prevedibile, i corridoi verdi che si alternano a quelli di pietra, si sono rovinati sotto il capestio di migliaia di persone, ma i tappetini di erba sono stati realizzati proprio per essere rimossi e sostituiti.

D’altra parte – secondo il Campidoglio – la nuova piazza, costata 15 milioni di euro, è l’unica location possibile non solo per la tradizione. L’alternativa il Circo Massimo che in caso di pioggia diventa un’arena di fango ed è ancora in corso lo scontro tra Comune e Soprintendenza per la questione delle vibrazioni esploso col concerto di Travis Scott