Antonio Micarelli, il vigilante accusato di omicidio volontario e tentato omicidio per aver sparato contro una banda di rapinatori in fuga, uccidendo il giovane Anton Ciurciumel, ha lasciato il carcere di Civitavecchia.
La decisione della Corte d’Assise per il delitto di via Cassia. Scongiurato l’ergastolo per il vigilante che sparò una decina di colpi e uccise un ladro in fuga
La Corte d’Assise di Roma ha accolto l’istanza presentata dal suo pool difensivo – composto dal professor Franco Coppi e dai penalisti Valerio Orlandi e Pietro Pomanti –, disponendo per l’imputato la custodia cautelare ai domiciliari. Una misura ritenuta dai giudici “idonea e proporzionale” all’entità dei fatti.
Scongiurato l’ergastolo
Il processo, iniziato lo scorso marzo, ha subìto una svolta tecnica decisiva fin dalla prima udienza. La difesa ha infatti ottenuto la nullità del decreto di citazione a giudizio per la parte relativa alle aggravanti. Questo passaggio, combinato con l’ammissione al rito abbreviato, ha di fatto cancellato lo spettro del carcere a vita per il vigilante.
Una decisione che ha raggelato i familiari della vittima. La madre di Anton Ciurciumel, colta da malore alla notizia dello scongiurato ergastolo: “Mio figlio ha sbagliato ma doveva stare in carcere. Invece è stato ucciso mentre fuggiva. Ora chi lo ha ucciso non è nemmeno in carcere?”
La dinamica: legittima difesa o «caccia all’uomo»?
I fatti risalgono al tardo pomeriggio del 6 febbraio 2025, nel cortile condominiale di via Cassia 1004.

Fin dal primo momento, Micarelli ha sostenuto la tesi della legittima difesa, affermando di aver sparato a terra per intimorire i malviventi. Una versione che contrasta nettamente con le telecamere che hanno registrato la scena e le ulteriori indagini dei Carabinieri della compagnia Trionfale, coordinati dai pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Fabio Santoni.
Per il gip Rosalba Liso quella sera andò in scena una vera e propria “caccia all’uomo” condotta senza “scrupoli di sorta” e con “atteggiamento da giustiziere”.
I tre minuti di fuoco nei video delle telecamere
A incastrare il vigilante ci sono i video della telecamera di sicurezza di un palazzo adiacente, che hanno immortalato la sequenza dei drammatici istanti.
Alle ore 18:59 Micarelli, appena rientrato dal lavoro e allertato dalla figlia per i rumori di un furto in un appartamento al primo piano, esce nel piazzale ancora in divisa. Impugna la pistola d’ordinanza.
Un primo uomo corre verso il cancello; il vigilante tende il braccio e spara due colpi. Subito dopo, si gira verso l’auto dei ladri ed esplode un terzo proiettile contro lo sportello del guidatore.
Altri due complici scavalcano la recinzione. Micarelli li insegue e spara ancora. L’auto della banda fa inversione, recupera uno dei fuggitivi e dilegua.
Pochi secondi dopo spara e uccide Anton Ciurciumel mentre scavalca un muretto. La vittima era di spalle.


















