Roma, già appassito il verde della nuova piazza del Giubileo

Sulla piazza restaurata per il Giubileo, il verde urbano è già un flop: strisce di prato secche sollevano le critiche sui social

Gli spazi verdi già ingialliti della piazza restaurata

A poco più di un mese dall’inaugurazione della nuova Piazza del Giubileo, gli spazi di verde urbano, pensati e messi in pratica nel progetto di restauro, mostrano già i primi segni di sofferenza, generando polemiche sui social e mettendo in discussione l’investimento e l’efficacia di questo aspetto della riqualificazione.

Sulla piazza restaurata per il Giubileo, il verde urbano è già un flop: strisce di prato secche sollevano le critiche sui social

La nuova Piazza di San Giovanni in Laterano, era stata aperta al pubblico lo scorso 28 dicembre, dopo lavori di restauro iniziati ad aprile e completati su una superficie di 18mila metri quadri, grazie a un finanziamento di 15 milioni di euro, prelevati dai fondi per il Giubileo.

L’inaugurazione, era arrivata in tempo per l’apertura della Porta Santa presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, officiata il 29 dicembre, con un’immagine d’insieme complessiva piacevole, tra le fontane a raso, la pavimentazione a richiamo dei motivi cosmateschi della basilica, e l’illuminazione. 

Quanto invece non aveva convinto, erano proprio le strisce di prato, elemento distintivo del nuovo assetto della piazza, che oggi, dopo poco più di un mese, sono tornate agli albori della cronaca.

Le foto che le mostrano già secche e ingiallite, in contrasto con le aspettative suscitate dall’inaugurazione, sembrano infatti confermare i dubbi sollevati, sulla loro capacità di resistere al clima romano e all’utilizzo da parte dei cittadini.

Critiche sui social e dubbi sulla progettazione

I social media sono diventati così il luogo di sfogo per le critiche di cittadini, che contestano la scelta di inserire strisce di prato in una piazza ad alto traffico pedonale, dove il calpestio è inevitabile.

Le ragioni del “flop”

Tra le principali cause del rapido deterioramento del prato, le dita puntate degli utenti, sono soprattutto sulla mancanza di un adeguato sistema di irrigazione, che anche in una stagione ancora nemmeno tiepida, sta provocando il rapido ingiallimento dell’erba, a cui si aggiunge il calpestio continuo e la scelta di una monocoltura di prato, ritenuta meno resistente rispetto a soluzioni con maggiore biodiversità.

Il dibattito sul cambiamento climatico

Tra le battute poi, di chi dice che non bisognava essere giardinieri per evitare errori del genere, per la nuova Piazza San Giovanni, si intrecciano anche quelle sul dibattito del cambiamento climatico e sulla necessità di adottare soluzioni innovative e sostenibili:

E tutte le questioni legate all’importanza di piantare specie autoctone, più adatte al clima locale e meno bisognose di manutenzione, e di creare spazi verdi più resilienti e in grado di mitigare gli effetti del caldo e dell’inquinamento, dove sono andate a finite?” – conclude un utente.