Carne e pesce senza nessun elemento di tracciabilità pronta ad essere cucinata e servita in sala. Nei guai a Capena i patron di due ristoranti.
La carne e pesce avviata a una immediata distruzione: nessuna certezza sulla provenienza e la conservazione
I carabinieri di Monterotondo, durante un servizio straordinario di controllo del territorio a Capena, hanno denunciato otto persone, tra cui i patron di due ristoranti.
L’operazione, che ha coinvolto anche il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Rieti e il NAS di Roma, ha avuto come obiettivo il contrasto delle irregolarità in ambito alimentare e la verifica della tracciabilità degli alimenti.
Gli accertamenti, condotti presso due ristoranti locali, hanno portato alla scoperta di gravi violazioni in tema di salute alimentare, con particolare riferimento alla provenienza e alla conservazione dei prodotti venduti.
In totale sono stati sequestrati e subito distrutti circa 15 chili di carne e pesce, risultati di dubbia provenienza. Per i ristoratori è scattata la multa di 8mila euro e la segnalazione alla procura di Tivoli.
Oltre ai ristoratori denunciati per le violazioni legate alla sicurezza alimentare, altre sette persone sono state sanzionate e segnalate alla Prefettura per il possesso di sostanze stupefacenti, tra cui hashish, marijuana e crack, destinate al consumo personale. Questo dimostra l’intensificazione delle operazioni di controllo anche sul fronte della lotta contro l’uso illecito di droghe.
Controlli a tappeto
Nel corso dell’operazione, sono stati monitorati oltre 240 individui e controllati più di 200 veicoli. L’intervento ha riguardato non solo il settore della ristorazione, ma anche altre attività commerciali.
In particolare, con il supporto del personale dell’ASL Roma 4, sono stati sottoposti a verifica sette centri estetici del comune di Capena, per garantire il rispetto delle normative in materia di igiene e sicurezza.
Questa operazione testimonia l’impegno delle forze dell’ordine nella lotta contro il commercio illecito di alimenti e nella salvaguardia della salute pubblica, unendo la prevenzione dei crimini legati alla sicurezza alimentare e la lotta contro il traffico di sostanze stupefacenti.
Le sanzioni elevate e le denunce sono il frutto di un lavoro accurato che ha messo in luce irregolarità significative, con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e il buon funzionamento delle attività commerciali.

















