E’ Luigi Magni l’autore de “I 7 re di Roma”, sceneggiatura della commedia omonima in scena in questi giorni al Teatro Sistina per l’interpretazione di Enrico Brignano. Il primo a rappresentare sul palcoscenico il libricino di Magni, in realtà, fu il grande Gigi Proietti nel 1996 e Enrico Brignano, allievo dell’attore scomparso nel 2020, ne rispolvera il valore con capacità e maestria.
Ed è un successo annunciato: sono ben 75mila i biglietti diffusi in prevendita.
Ciò che bisogna sapere prima di andare a vedere al Teatro Sistina “I 7 re di Roma”: sceneggiatura di Luigi Magni per un grande interprete, Enrico Brignano, che calca il palco che fu del suo maestro, Gigi Proietti
Luigi Magni è stato un regista, uno sceneggiatore e uno scrittore nato e morto a Roma. Iniziò la sua carriera nel 1956 collaborando alla premiata ditta di sceneggiatori Age & Scarpelli per poi affermarsi “in proprio” immediatamente dopo e collaborando con registi del calibro di Mario Monicelli, Camillo Mastrocinque, Pasquale Festa Campanile, Mauro Bolognini e Luciano Salce. Il passaggio dietro alla cinepresa fu nel 1968 e da allora inanellò un successo dietro l’altro, raggiungendo l’apice con le narrazioni sulla Roma papalina: Nell’anno del Signore, La Tosca, In nome del Papa re, In nome del popolo sovrano e La carbonara.
A Luigi magni si accreditano 20 film da regista per il cinema, quattro per la tv, 36 sceneggiature per il cinema e cinque per il teatro.
I 7 re di Roma
“I 7 re di Roma” è, appunto, una delle sceneggiature di Luigi Magni per il teatro. Scritta per la premiata ditta Garinei e Giovannini, quindi per essere portata in scena al Teatro Sistina, quell’opera venne pensata per un grande mattatore del palco, Gigi Proietti. La prima di quella commedia musicale avvenne il 14 febbraio 1989. Successivamente, nel 1995, la “Newton & Compton” ne ha tratto un libricino di appena 64 pagine pubblicato nella collana de “I tascabili” (ormai fuori catalogo). E’, quello de “I 7 re di Roma“, uno dei rari casi nei quali la commedia non è tratta da un libro ma il contrario.
Basandosi sull’opera “Ab Urbe condita” di Tito Livio, ma anche compiendo ricerche personali su documenti e tradizioni, Luigi Magni ci racconta fra miti e leggende la nascita di Roma e la storia dei suoi primi sette Re, che posero le basi di quella che sarebbe diventata il centro di un impero durato millenni, e che sarebbe morta e risorta più splendente di prima innumerevoli volte.
Com’è la commedia musicale “I 7 re di Roma”
In modo ironico Luigi Magni ci descrive le prime mosse e i primi regnanti di Roma e ribadisce non solo ciò che abbiamo studiato a scuola (e che ricordiamo forse con un ordine sbagliato) ma anche i contorni del mito. Così sul palco si alternano Romolo (ma è davvero esistito ed uccise realmente il fratello Remo?), Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo, ma anche Tiberino, Enea e il fauno Luperco.

Per oltre due ore Enrico Brignano e la sua compagnia ci prendono per mano e con il sorriso sulle labbra ci fanno ripercorrere la storia antica di Roma che trasformò un manipolo di pastori nei fondatori dell’Urbe che più di ogni altra città, sia nel modo che nel tempo, ha segnato la storia. L’autore lo fa con sagacia e anche con modernità, ricordandoci che le donne, anche allora, erano schiacciate in ruoli sociali stereotipati e secondari, del tutto funzionali agli uomini sia nei loro trionfi che nei loro fallimenti.
A coccolarci con musiche e ritmi appassionanti è Nicola Piovani, Premio Oscar per “La vita è bella” e vincitore di quattro David di Donatello.
“I 7 re di Roma” andrà in scena al Teatro Sistina di Roma fino al 1° dicembre 2024. A oggi, sono già 75mila i biglietti diffusi in prevendita.
















