(Adnkronos) – “Il virus respiratorio sinciziale è una patologia che ha effetti pesanti dal punto di vista acuto: problematiche respiratorie generali e possibili polmoniti, in particolare nelle persone più fragili come gli anziani o i soggetti con ridotte difese immunitarie, oltre a possibili complicanze delle bronchiti croniche e delle patologie croniche. Studi realizzati di recente dimostrano che, oltre all’ospedalizzazione e al rischio per la vita, si verifica un abbassamento della capacità delle persone di svolgere le attività quotidiane anche per un mese o un mese e mezzo. È quindi una patologia da non sottovalutare. La speranza è che un vaccino oggi disponibile, con già anni di valutazione, effetti collaterali assolutamente irrilevanti e una notevole efficacia di copertura anche pluriennale, venga inserito nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv)”. Lo ha detto Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università degli Studi di Milano e direttore sanitario Irccs ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano, all’incontro con la stampa organizzato da Gsk in occasione della Settimana internazionale di sensibilizzazione sul virus respiratorio sinciziale – Rsv (2-8 novembre).
Il virus respiratorio sinciziale “era ben noto per le bronchioliti nei bambini”, sottolinea Pregliasco. “Soltanto più recentemente, grazie alle indagini di biologia molecolare, oggi più semplici da realizzare rispetto al passato, si è evidenziato come questo virus rappresenti una parte importante delle infezioni respiratorie nel periodo invernale, un tempo confuse con l’influenza”.
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