In manette un tunisino di 19 anni e una 24enne per il giovane trovato morto in via Hortis

Svolta nelle indagini sul ventenne trovato morto il 5 ottobre vicino alla stazione Prenestina: in manette  un tunisino e una italiana per l'omicidio di Bayrem Dhawdi

Polizia di Stato

Due fermi per l’omicidio del giovane trovato morto in via Attilio Hortis, nella zona di Villa Gordiani, a Roma. A quattro giorni dal ritrovamento del cadavere, la Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto un cittadino tunisino di 19 anni e una donna italiana di 24 anni, gravemente indiziati dell’uccisione del ventenne trovato senza vita il 5 ottobre 2026 nei pressi della stazione ferroviaria Roma Prenestina.

Svolta nelle indagini sul ventenne trovato morto il 5 ottobre vicino alla stazione Prenestina: in manette  un tunisino e una italiana per l’omicidio di Bayrem Dhawdi

La svolta è stata comunicata venerdì 9 ottobre dalla Polizia di Stato. Le indagini della Squadra Mobile di Roma, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno consentito di ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima grazie all’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza. Un ruolo importante nell’inchiesta è stato svolto anche dal ritrovamento di un coltello da cucina all’interno dell’automobile utilizzata dai due indagati.

Il cadavere in via Attilio Hortis

La vicenda era emersa lunedì 5 ottobre, quando il corpo senza vita di un giovane era stato rinvenuto in via Attilio Hortis, nei pressi di un’area verde adiacente alla stazione ferroviaria Roma Prenestina, nel quadrante est della Capitale.

Nelle prime ore successive alla scoperta, la vittima non era stata ancora identificata. Il giovane, che appariva avere un’età compresa tra i 20 e i 25 anni, presentava una profonda ferita da arma da taglio al collo. Sul posto erano intervenuti gli agenti della Squadra Mobile e gli specialisti della Polizia Scientifica per i rilievi e per avviare le indagini sull’omicidio.

L’attenzione degli investigatori si era concentrata fin dall’inizio sulle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, considerate fondamentali per ricostruire gli ultimi spostamenti del ragazzo e individuare le persone con cui era entrato in contatto prima di morire.

La vittima era stata identificata: si trattava di Bayrem Dhawadi, un giovane tunisino di 20 anni. Gli accertamenti avevano evidenziato lesioni da arma da taglio al petto e al collo.

L’identificazione aveva rappresentato il primo importante passaggio nella ricostruzione del delitto. Gli investigatori avevano continuato a lavorare sui movimenti del ragazzo, sulle sue frequentazioni e sulle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza, nel tentativo di risalire ai responsabili dell’aggressione mortale.

Tra le ipotesi investigative circolate nei primi giorni c’era anche quella di un possibile regolamento di conti negli ambienti dello spaccio di droga nella periferia est di Roma. Il movente, tuttavia, dovrà essere chiarito dagli ulteriori accertamenti: al momento non può essere considerato definitivamente accertato.

La novità più importante è arrivata con il comunicato diffuso dalla Polizia di Stato con Gli agenti della II sezione della Squadra Mobile della Questura di Roma hanno esaminato numerose immagini delle telecamere presenti nell’area, riuscendo a individuare l’autovettura sulla quale la vittima sarebbe salita la mattina del delitto.

Secondo la ricostruzione investigativa, intorno alle 8 del 5 ottobre Bayrem Dawadi sarebbe salito in macchina insieme ai due attuali indagati, un tunisino di 19 anni e un’italiana di 24 anni.

La stessa automobile sarebbe stata ripresa nuovamente dalle telecamere intorno alle 11.45, proprio in via Attilio Hortis, la strada in cui il corpo del ventenne è stato ritrovato poco dopo.

La sequenza degli spostamenti ha consentito agli investigatori di delineare un quadro indiziario che ha portato al fermo dei due sospettati. Resta da chiarire nel dettaglio che cosa sia accaduto nelle ore trascorse tra il momento in cui il giovane è salito in auto e il ritrovamento del cadavere.

Il coltello trovato dai carabinieri nell’auto dei due indagati

Un altro elemento ritenuto rilevante per l’inchiesta è emerso nella serata del 6 ottobre, durante un intervento dei carabinieri.

I militari avevano controllato i due indagati mentre si trovavano a bordo della stessa automobile individuata dagli investigatori della Squadra Mobile. All’interno del veicolo era stato trovato un coltello da cucina, ritenuto dalla Polizia di Stato compatibile per caratteristiche con l’arma utilizzata per uccidere il giovane.

Il controllo era scattato dopo una segnalazione relativa a un’aggressione nella quale sarebbero stati coinvolti gli stessi soggetti.

Il ritrovamento del coltello, insieme alla ricostruzione dei movimenti dell’automobile attraverso le telecamere, ha contribuito a rafforzare il quadro indiziario nei confronti dei due indagati. La compatibilità dell’arma, tuttavia, non equivale da sola a una prova definitiva della responsabilità: saranno gli accertamenti investigativi e scientifici a dover chiarire ogni elemento.

Omicidio a Villa Gordiani, le indagini sul movente

Restano però diversi aspetti da chiarire. La Procura della Repubblica coordina le indagini per ricostruire la dinamica dell’aggressione, accertare il movente e definire il ruolo eventualmente svolto da ciascuno dei due indagati.

Il caso aveva suscitato particolare attenzione anche per la vicinanza temporale con un altro omicidio avvenuto nel quadrante orientale di Roma, al parco Fabio Montagna, a La Rustica. Gli investigatori avevano tuttavia escluso un collegamento diretto tra il delitto di via Hortis e lo sgombero dell’immobile di via Cesare Tallone, mentre le eventuali connessioni con altri episodi di violenza devono essere valutate sulla base di riscontri investigativi.

Il fermo di indiziato di delitto non costituisce una condanna. Per il diciannovenne tunisino e la ventiquattrenne italiana vale il principio della presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile.

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