Ha un nome e un volto la giovane vittima dell’omicidio scoperto nel pomeriggio di ieri lunedì 5 ottobre a Roma. Il cadavere rinvenuto nei pressi della stazione al Prenestino, appartiene a un ragazzo di soli 20 anni, massacrato a coltellate con fendenti al petto e alla gola.
Forze dell’ordine fanno luce sull’identità della vittima dell’omicidio: escluso il nesso con lo sgombero di via Tallone, si fa strada l’ipotesi di un regolamento di conti
A distanza di poche ore dal drammatico ritrovamento avvenuto nei pressi del parco adiacente alla stazione ferroviaria Roma Prenestina, le indagini della Sezione Omicidi della Squadra Mobile hanno registrato una prima importante svolta con l’identificazione ufficiale del cadavere. La vittima è un ragazzo di nazionalità tunisina di 20 anni. Il giovane è stato aggredito e ucciso con estrema violenza in via Attilio Hortis.
Sulla salma il medico legale ha riscontrato diverse ferite da arma da taglio concentrate all’altezza del petto, sferrate con brutale precisione. Saranno tuttavia necessari ulteriori accertamenti e approfondimenti autoptici per chiarire la precisa natura delle lesioni rilevate sulla gola e stabilire se il fendente al collo sia stato quello fatale o se sia stato inferto per infierire sul corpo ormai esanime.
Le ipotesi investigative e la pista del narcotraffico
L’azione della Polizia di Stato si sta concentrando sulla ricostruzione minuziosa degli ultimi spostamenti compiuti dal ventenne e sulla cerchia delle sue frequentazioni abituali nel quadrante est della capitale. Tra le principali ipotesi investigative attualmente al vaglio degli inquirenti, la pista maggiormente accreditata porta verso un sanguinoso regolamento di conti maturato negli ambienti dello spaccio di sostanze stupefacenti che gravitano attorno all’area ferroviaria e ai parchi limitrofi.
Gli agenti della Polizia Scientifica hanno eseguito lunghi ed accurati rilievi tecnici per repertare tracce biologiche o impronte utili lungo il marciapiede e nella vegetazione circostante. Parallelamente, gli investigatori stanno procedendo all’acquisizione e all’analisi sistematica dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private installate nella zona, nel tentativo di individuare la via di fuga dell’assassino o dei possibili complici.
Smentito il legame con lo sgombero di via Tallone
I poliziotti impegnati nelle indagini hanno tenuto a precisare ed escludere categoricamente un potenziale collegamento diretto tra l’omicidio di via Attilio Hortis e le recenti operazioni di sgombero che hanno interessato l’immobile occupato di via Cesare Tallone. Inizialmente, la vicinanza geografica e la similarità della dinamica avevano fatto ipotizzare una correlazione con i disordini e i riassetti territoriali seguiti al blitz delle forze dell’ordine.
Gli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile hanno però chiarito che la storia personale e la presenza del ventenne tunisino nella zona del Prenestino non risultano legate alla diaspora degli occupanti dell’edificio sgomberato, isolando il delitto come un episodio autonomo, seppur maturato in un contesto di forte marginalità.
Clima di tensione ed escalation di violenza a Roma Est
Nonostante la mancanza di un filo conduttore diretto con lo sgombero, la morte del ventenne tunisino inserisce un ulteriore tassello in un quadro di profonda inquietudine che sta interessando la periferia orientale di Roma. Si tratta infatti del secondo omicidio con dinamiche analoghe registrato in meno di una settimana nella medesima area urbana.
Soltanto pochi giorni prima, all’interno del parco Fabio Montagna nel quartiere La Rustica, era stato scoperto il corpo senza vita di un uomo di circa 30 anni di origini africane, anch’egli ucciso a coltellate. In quel caso, la vittima era risultata legata agli ambienti di via Tallone e, nella stessa drammatica nottata, s’era verificato anche un tentato omicidio ai danni di un altro cittadino africano.
Le richieste di sicurezza e le indagini in corso
I due fatti di sangue a brevissima distanza temporale stanno alimentando il senso di insicurezza tra i residenti dei quartieri Prenestino, La Rustica e Tor Sapienza, che chiedono un potenziamento dei presidi territoriali e un contrasto più incisivo alla criminalità di strada.
Mentre i Carabinieri proseguono le indagini per fare luce sui fatti a parco Fabio Montagna, la Squadra Mobile di Roma continua a lavorare senza sosta sull’omicidio di via Attilio Hortis per dare un volto all’aggressore del giovane tunisino e chiudere il cerchio attorno al movente che ha scatenato la violenza nel cuore della periferia romana.


















