Prima la perimetrazione del cantiere, poi la bonifica, le demolizioni e infine la ricostruzione. Parte oggi la prima fase dei lavori che dovrebbe definitivamente le strutture in cementob dei palazzoni di via Cesare Tallone a Tor Sapienza, l’immobile più volte sgomberato e ribattezzato il palazzo del crack.
In azione le ruspe in via Tallone per demolire il «palazzo del crack»: al suo posto sorgerà un Data Center. Ma dopo lo sgombero dei 300 occupanti il quartiere resta in allarme
Al posto dell’edificio ricettacolo di senzatetto e sbandati sorgerà un moderno Data Center. L’area, di proprietà di una società francese, rientra in un piano di rigenerazione urbana promosso dal Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale. Come spiegato dall’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, gli uffici comunali hanno completato l’istruttoria rilasciando il permesso di costruire per l’abbattimento della struttura e la sua completa riconversione tecnologica.
Il blitz e il nodo del post-sgombero

“Questa di oggi è una vittoria di tutti quei cittadini che non si sono mai mollato e non si sono arresi al degrado e alla mancanza di sicurezza”, il commento di Fabrizio Montananini, consigliere del IV Municipio di Roma Capitale, che si è precipitato a Tor Sapienza per seguire l’avvio dei lavori.
L’inizio dei lavori arriva a breve distanza dal maxi blitz interforze dello scorso 29 settembre, scattato dopo le denunce della stampa e dei comitati locali, che ha portato allo svuotamento della struttura occupata da oltre trecento persone.
Durante l’operazione sono stati identificati venticinque cittadini extracomunitari privi di documenti, mentre molti altri occupanti sono stati rintracciati nei giorni successivi o si sono dispersi tra le vie di Tor Sapienza e nei quartieri limitrofi di La Rustica e Tor Cervara.
Proprio sulla gestione del dopo-sgombero si concentrano le critiche del presidente del V Municipio, Mauro Caliste: “Molte delle persone sgomberate si sono riversate nelle zone vicine. Doveva essere avvertita la Sala Operativa Sociale: si sarebbe potuta attivare per assistere e tentare di collocare chi viveva in quel rudere“.
L’appello alle istituzioni
Caliste ha espresso forte timore per la scia di violenza a Roma Est tra omicidi, aggressioni ed esplosioni e chiesto un intervento urgente delle istituzioni nazionali per garantire presidi di sicurezza adeguati.
Tensione e fatti di sangue nella zona
Che la tensione nel quadrante resti altissima lo dimostrano i recenti fatti di cronaca registrati subito dopo il blitz, un omicidio, un tentato omicidio e diversi tentativi di rioccupazione.
Il ritrovamento – il mattino successivo allo sgombero – del cadavere di un uomo di origini nigeriane, ucciso a coltellate nel vicino parco Montagna.
Il ferimento a coltellate di un altro cittadino extracomunitario, soccorso davanti allo stabile la stessa sera del blitz.
E le forze dell’ordine hanno già sventato almeno due tentativi di occupare altri immobili abbandonati della zona.
Residenti in allerta
Ieri una delegazione del comitato «Tor Sapienza Sicura» è stata ricevuta da Giulia Tempesta, caposegreteria del Sindaco, e dal presidente municipale Caliste. I cittadini continuano a organizzare “passeggiate per la sicurezza” per presidiare il territorio.



















