Campo largo, Conte rilancia: “Non mi presto a un progetto annacquato, chiaro?”

(Adnkronos) – “Avete dato un mandato preciso. Vogliamo cambiare l’Italia. Se non si riesce a cambiare l’Italia e viene fuori un progetto diluito, annacquato”, “io a questo non mi presto”. All’indomani del botta e risposta con Schlein, il leader M5S Giuseppe Conte rilancia sui social uno spezzone video del suo intervento ieri a una iniziativa a Frosinone. E a corredo delle immagini aggiunge “Chiaro?”.  

Conte dice nel video: “Avete dato un mandato preciso. Vogliamo cambiare l’Italia. Se non si riesce a cambiare l’Italia e viene fuori un progetto diluito, annacquato perché poi iniziano i compromessi tra le singole forze politiche, dopo non dobbiamo scontentare gli Stati Uniti e dopo non dobbiamo scontare Bruxelles. E poi non dovremo scontentare le banche, poi non dovremo scontentare i colossi energetici, poi i colossi delle armi. Poi ci verrà detto che dobbiamo mantenere buoni rapporti con Israele. E allora io a questo non mi presto. Ora io ho questo mandato, ho il mandato di confrontarmi con le altre forze politiche portando quello che è il frutto della sensibilità dal basso raccolta dai cittadini. Siete voi che mi state chiedendo di cambiare il Paese in quel modo lì che avete scritto e che avete votato”.  

 

 

Le parole di Conte sono arrivate dopo che ieri, nel corso del suo intervento alla Direzione Pd, Elly Schlein ha avvertito gli alleati sulla leadership del campo largo in caso di vittoria alle prossime elezioni.  

“Il programma – ha detto la segretaria dem – si scrive con l’alleanza, sapendo bene che in quella discussione bisogna essere inclusivi ma anche che uno non è che vale uno. A noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito di opposizione è perché ce lo siamo guadagnati con fatica, sudore e impegno a convincere le persone una per una e che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze politiche alle europee, alle regionali e alle comunali”, h sottolineato Schlein, che ha poi rincarato la dose: “Voglio solo fare una domanda, se fossimo rimasti a gennaio 2023, con il Partito democratico al 14% dei sondaggi, quindi seconda forza di opposizione, pensate che avremmo avuto lo stesso dibattito oggi? Io penso di no. Generosi sì, ingenui no. E vorrei essere ancora più chiara. In qualsiasi altro Paese europeo non ci sarebbe stata questa discussione perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più: non è egemonia, è democrazia”. 

E ancora: “Come ho sempre detto, se c’è qualcuno che non riconosce questo principio democratico” ossia che il candidato premier è il leader del partito più grande, “noi siamo disponibili e pronti anche alla primarie e se le faremo, le vinceremo insieme”. 

Da Frosinone, quindi, la replica di Conte: “Schlein ha ufficialmente confermato che per lei sono due le strade: o la candidata premier è lei, oppure ci saranno le primarie. Io credo a questo punto che la strada sia ben chiara, non ci sono alternative, sarà la strada delle primarie, perché dobbiamo sempre preferire la direzione di una partecipazione democratica”. 

“Per me uno vale uno significa che contano i cittadini che per la stragrande maggioranza, il 60 e il 70%, dice basta a questa escalation militare, a suon di armi”, ha poi aggiunto Conte facendo riferimento all’orientamento degli elettori M5S in relazione al sostegno all’Ucraina. “Dicono basta al riarmo, vogliono che i soldi siano messi nella sanità, nella scuola, asili nido, nell’istruzione. Ecco, per me contano loro e dare a loro una prospettiva di cambiamento della politica di questo governo Meloni. Ovviamente dovremo lavorare, io per primo, ma tutti con spirito autenticamente unitario per mandare a casa Meloni e cambiare completamene politica sul piano interno e sul piano della politica estera”. 

“Quello che posso assicurare è che affronterò queste primarie con spirito autenticamente unitario. Per chi ha preoccupazioni su una possibile divisività delle primarie, posso assicurare che farò in modo che le primarie non diventino un duello rusticano tra i leader. Sarebbe una prospettiva disastrosa”, ha poi aggiunto l’ex presidente del Consiglio.  

 

 

“Dovevo togliermi qualche sassolino. La parte finale della mia relazione di ieri in Direzione”, scrive intanto Elly Schlein sui social rilanciando anche lei un video, la clip della parte finale dell’intervento di ieri nella Direzione del Pd.  

“Che ci sia un pezzo di establishment che non vuole un governo progressista non è una novità, è la storia di questo Paese che ci sia chi non può tollerare proprio l’idea di una persona di sinistra Palazzo Chig. Non è una sorpresa, la sorpresa saremo noi stavolta. Perché c’è qualcuno che pensa sempre che sarebbero meglio le larghe intese e allora forse sarebbe meglio un leader disponibile alle larghe intese. Ecco, mi dispiace deludervi, ma l’impegno che abbiamo preso con i nostri lettori è chiaro, noi andremo al governo solo vincendo le elezioni con la nostra alleanza progressista che vi piaccia o non vi piaccia. C’è chi non si rassegna all’idea che questo partito è un partito autonomo, che risponde solo ai suoi scritti e ai suoi elettori. C’è chi vorrebbe condizionarci e darci la linea da fuori, c’è chi vorrebbe scegliere per noi, scegliere per voi. Cercano di entrarci in casa ogni giorno per dividerci e per fare i comodi loro”, dice Schlein nel video.  

 

 

“Da quando siamo qui hanno annunciato la nostra dissoluzione prima di ogni appuntamento elettorale politico. Se non ci fosse anche oggi questo annuncio mi dovrei preoccupare e a chi alimenta questo progetto costante di delegittimazione e a chi punta dall’inizio contro di noi ripeto, ci spiace avervi fatto perdere tutte le scommesse, ma -spoiler – continueremo a farvi perdere le vostre scommesse”. 

 

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