(Adnkronos) – Donald Trump continua a non sbilanciarsi su un eventuale sostegno alla rielezione del premier israeliano Benjamin Netanyahu, e lascia aperta la possibilità di collaborare con il suo principale sfidante, l’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot. Interpellato dal Time sulla possibilità di lavorare meglio con Eisenkot, il presidente americano ha risposto: “Beh, non lo so. Non sento dire cose negative su di lui”. Â
Secondo un alto funzionario dell’amministrazione citato dal magazine, i rapporti tra Trump e Netanyahu si sono fatti più tesi negli ultimi mesi. Fonti americane sostengono che il premier israeliano abbia spinto Trump verso la guerra con Teheran, complicando successivamente i tentativi americani di porvi fine, anche ordinando attacchi contro obiettivi di Hezbollah in Libano dopo che il presidente americano gli aveva chiesto di non farlo.Â
Trump ha anche affermato di non crede alle ricostruzioni secondo cui Netanyahu sarebbe stato avvertito in anticipo dall’Egitto o dagli Emirati Arabi Uniti dell’attacco di Hamas del 7 ottobre. “Penso che, se lo avesse saputo, avrebbe fatto qualcosa – ha dichiarato il presidente americano in un’intervista al Time – Sicuramente avrebbe almeno messo in allerta i suoi uomini”.Â
Il presidente americano Donald Trump non esclude di intensificare i bombardamenti contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato di novembre, se non sarà raggiunto un accordo soddisfacente con Teheran. “Annientando l’Iran, abbiamo creato la pace nel mondo – ha dichiarato Trump in un’intervista al Time – Con questo Iran, non credo che si possa mai avere la pace”. Secondo il magazine, il presidente potrebbe quindi aumentare l’intensità degli attacchi dopo le midterm in assenza di un’intesa.Â
Trump ha inoltre ammesso che la guerra ha ridotto le scorte americane di alcune munizioni. “Alcuni tipi di munizioni sono un po’ più scarsi di altri”, ha affermato, spiegando di aver raggiunto accordi con grandi aziende della difesa, tra cui Raytheon e Lockheed Martin, per ricostituire gli arsenali e aumentare la produzione di sistemi Patriot e Thaad. “Stanno costruendo quattro, cinque, sei stabilimenti. Stanno creando enormi capacità produttive”, ha assicurato.Â
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