Sono iniziate a Bologna le riprese di “Lucio”, il film che racconta il percorso umano e artistico di Lucio Dalla, dagli esordi come clarinettista alla scoperta della propria voce, fino a diventare uno dei più grandi cantautori italiani. Diretto da Ambrogio Lo Giudice, il film sarà girato tra Bologna e Sorrento.
Prima di diventare Dalla, c’era Lucio. Sono iniziate in questi giorni (settembre 2026) a Bologna e proseguiranno a Sorrento le riprese di “Lucio”, il tv movie sul cantautore bolognese, uno dei più grandi musicisti e cantautori del nostro Paese, scomparso nel 2012. Il film è diretto da Ambrogio Lo Giudice, che firma anche il soggetto con Stefano Rulli. La sceneggiatura è scritta da Stefano Sardo con lo stesso regista.
La scelta del protagonista è stata frutto di una lunga serie di provini e premia un artista che ha dedicato la sua vita professionale alla musica di Dalla: pugliese di nascita e abruzzese d’adozione, canta Dalla fin da bambino e da anni porta avanti il suo vastissimo repertorio con la tribute band ‘Ciao Lucio’. La naturale somiglianza fisica e vocale, unita alla cura degli arrangiamenti e alla capacità di intrecciare musica, racconti e aneddoti, ha dato vita negli anni a uno spettacolo capace di restituire l’energia, la poesia e l’ironia dell’artista bolognese.
“Lucio”: il cast
Nel cast accanto a Valentino Aquilano che interpreta Lucio, Stefano Fregni (nel ruolo del produttore Renzo Cremonini), Tredici Pietro (interpreta Gianni Morandi), Achille Bianchi (Lucio bambino), Gabriele Falsetta (Gino Paoli) e con la partecipazione straordinaria di Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Iole, la mamma di Lucio.
La trama
Tutti gli italiani sanno chi è Dalla, ma pochissimi conoscono Lucio, persino gli amici non sono certi di aver compreso chi fosse veramente. Cresciuto senza il padre, un fantasma, un buco nero nella sua sfera emotiva, l’unico affetto è sua madre Iole. Una mamma sui generis, una donna molto libera per i tempi e senza pregiudizi, il cui amore è sia scudo che gabbia. Lo salva un talento musicale folgorante e funambolico che gli regala una carriera precoce come clarinettista.

A convincerlo a cantare è Gino Paoli, il primo di una serie di mentori, gli altri sono Ennio Melis, Paola Pallottino e Roberto Roversi e di amici come Gianni Morandi che lo accompagnano in un periodo di formazione umana e artistica lunga tredici anni, in cui faticosamente imbocca la strada che lo porta da cantante a cantautore, da ragazzo a uomo.
E da Lucio a diventare, per tutti, Dalla. Anni dopo, a Sorrento, mentre nel pieno di un’altra crisi creativa è convinto di non aver più niente da dire, compone un successo clamoroso, il salto che lo spinge per sempre fra i classici.


















