
“Insieme senza barriere” presentato all’A-Team Dog Village il progetto di pet therapy: cani selezionati, droni, sport inclusivo e corsi di ristorazione per l’inserimento lavorativo
Il progetto si articola in interventi assistiti con gli animali (IAA) ed educazione assistita con gli animali (EAA). L’occasione è stata l’evento “Insieme senza barriere – Un mondo più inclusivo è possibile”, organizzato dallo stesso A-Team Dog Village in via del Lido di Castel Porziano 131, all’Infernetto. Madrina della giornata la criminologa Roberta Bruzzone.
Le parole delle istituzioni
Maselli non ha dubbi: “La pet therapy è uno strumento importantissimo per il benessere fisico, emotivo e sociale delle persone con disabilità. Attraverso il legame con i nostri amici animali, selezionati per il loro temperamento docile e la capacità di interagire positivamente con le persone, si scopre un modo naturale e coinvolgente per sviluppare abilità, alleviare lo stress e promuovere la socializzazione. Con attività strutturate, come il gioco o la cura degli animali, le persone con disabilità possono trarre benefici significativi che integrano le terapie tradizionali”.
Sulla stessa linea la direttrice generale dell’ASL Roma 3, Laura Figorilli: “La pet therapy rappresenta certamente un prezioso valore aggiunto nei percorsi di assistenza alle persone con disabilità. La relazione con l’animale può favorire comunicazione, socialità, partecipazione e benessere, integrando i percorsi sanitari e riabilitativi. In questo senso ricordo che, come ASL, crediamo in un modello di cura sempre più centrato sulla persona, capace di valorizzarne non solo i bisogni clinici, ma anche la dimensione relazionale ed emotiva. Investire in questi interventi significa promuovere una sanità più inclusiva, personalizzata e attenta alla qualità della vita”.
Le attività con i cani
Tra le attività ce n’è una che tiene insieme tre elementi: ragazzo, cane e tecnologia. È pensata, come altre iniziative in campo, per l’inserimento lavorativo. Domenica c’è stata la dimostrazione con i droni: il ragazzo pilota, il cane segue il drone alla ricerca di qualcosa. Si tratta di un allenamento, ma in un’ottica professionale può applicarsi alla ricerca di esplosivi o di droga. Diverso il percorso di educazione assistita. Qui i cani sono selezionati fin dalla nascita per interagire con i ragazzi.

Calcio e box inclusivi
Con l’associazione ScopriAmo l’autismo è stato organizzato un momento di sport inclusivo: una partitella con Vincent Candela per la Roma e Paolo Negro per la Lazio. L’esperienza sarà replicata nel corso dell’anno, con programmi mirati dedicati al calcio. Allo stesso modo, partirà anche un progetto di boxe inclusiva.
Corsi di ristorazione
Ancora lavoro. Anche i corsi per la ristorazione inclusiva rientrano nell’ottica dell’inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro, la stessa dei droni e dei percorsi con i cani. Verranno avviati grazie all’impegno dell’assessore Massimiliano Maselli. I ragazzi impareranno due mestieri: la cucina e il lavoro in sala.

















