Una serata che doveva essere il normale rientro a casa per una donna si è trasformata in un incubo a Largo Preneste, dove un’aggressione a scopo rapina, ha innescato una sequenza di eventi drammatici.
La donna reagisce per difendersi e si ritrova puntato contro un coltello da 36 cm: nello zaino del soggetto le pericolose “bolas” per immobilizzare le gambe
L’episodio si è verificato in una zona ad alto scorrimento e frequentata di Roma, dove una donna era appena uscita dal proprio posto di lavoro per fare rientro a casa. All’improvviso, la vittima è stata avvicinata da un uomo che ha cercato di aprirle la borsa.
Accortasi delle intenzioni del malintenzionato, la donna ha tentato di reagire per difendere i propri effetti personali, ma il gesto anziché far desistere il criminale, ha innescato una serie di minacce per terrorizzare la malcapitata con un lungo e spaventoso coltello di ben 36 centimetri, puntato contro per pretendere con la forza la consegna immediata di denaro e oggetti di valore.
La richiesta d’aiuto e il tentativo di fuga armato
La svolta nella vicenda è avvenuta grazie alla prontezza della vittima che, pur sotto la grave minaccia della lama, è riuscita ad attirare l’attenzione di una pattuglia delle Volanti della Polizia di Stato in transito proprio in quel momento lungo la strada.
Indicando l’aggressore ancora armato, la donna si è sbracciata per sfuggire alla rapina in corso mentre l’uomo — identificato poi in un cittadino algerino di 44 anni — ha tentato una disperata fuga a piedi tra le vie circostanti, continuando a brandire il coltello per farsi largo e impedire a chiunque di avvicinarsi.
L’accerchiamento della Polizia e gli armamenti nello zaino
I poliziotti delle Volanti hanno reagito istantaneamente e, con una manovra tattica rapida, sono riusciti a chiudere ogni potenziale via di fuga al malvivente.
Dopo aver contenuto la violenta resistenza del soggetto con momenti di forte tensione, gli agenti lo hanno convinto ad abbandonare l’arma a terra senza che nessuno rimanesse ferito gravemente.
La successiva perquisizione dello zaino in possesso del 44enne ha permesso di rinvenire e sequestrare il coltello da 36 centimetri e anche, un’ulteriore arma contundente di origini sudamericane: le “bolas” composta da due di pietra o metallo rivestite di cuoio e unite da una corda, che nella loro funzione originaria venivano lanciate per catturare il bestiame o la selvaggina, attorcigliandosi attorno alle zampe degli animali.
L’uomo è stato arrestato con le accuse di tentata rapina aggravata, resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale.


















