Cinquanta chilogrammi di ketamina, tre arresti, un piano di viaggio costruito nei dettagli. Il sequestro ketamina all’aeroporto di Fiumicino nasce da un’osservazione: un gruppo di cittadini taiwanesi con un percorso fuori dagli schemi.
Un itinerario anomalo insospettisce i controlli: oltre cinquanta chili di ketamina sequestrati dai finanzieri nella zona aeroportuale di Fiumicino, per un valore stimato fino a 4 milioni di euro
I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, monitorano lo scalo “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino. Notano un dettaglio che non torna: un gruppo di cittadini taiwanesi ha raggiunto l’Italia dai Paesi Bassi in pullman di linea. Poi, da Roma Fiumicino, il volo per Hong Kong. Uno schema di movimentazione inusuale – troppo inusuale per passare inosservato.
Venticinque chili nel bagaglio da stiva
Ai banchi check-in, due passeggeri taiwanesi vengono fermati per un controllo doganale. Pronti a partire. Nel bagaglio da stiva, 13 involucri sigillati. Dentro, 25 chilogrammi di ketamina in grani.
Un terzo uomo, un hotel, altri 25 chili
Le indagini non si fermano lì. Emerge un terzo componente del gruppo — arrivato anche lui dai Paesi Bassi in pullman, alloggiato in un albergo di Fiumicino. La perquisizione della sua camera è immediata. Risultato: altri 13 involucri, questa volta in zolle e cubetti. Ancora 25 chilogrammi di ketamina.
Oltre 50 chili sequestrati, tre arresti
Il totale della sostanza stupefacente sottoposta a sequestro nel corso dell’intera operazione è pari a 50 chilogrammi. Le indagini condotte dai Finanzieri hanno permesso di ricostruire il collegamento tra i tre uomini coinvolti, raccogliendo elementi probatori sufficienti sul loro concorso nella movimentazione della droga. Per tutti e tre gli uomini è scattato l’arresto in flagranza. Un ulteriore dettaglio dà la misura dell’importanza dell’operazione: qualora fosse stata immessa sul mercato illecito, l’ingente quantità di ketamina sequestrata avrebbe potuto generare profitti stimati tra i 3 e i 4 milioni di euro.


















