Mattinata di paura all’ingresso del Parco Tiberis, il nuovo spazio fluviale permanente della Capitale recentemente restituito ai cittadini dopo un lungo intervento di riqualificazione. Intorno alle 7 di questa mattina, martedì 22 settembre, un incendio è divampato nell’area antistante l’accesso principale del parco, bruciando sterpaglie e vegetazione incolta nate ai margini della strada.
L’intervento dei Vigili del Fuoco evita il peggio nell’area fluviale appena riaperta a ridosso del Parco Tiberis. L’allarme di Benvenuti: «Dopo lo sgombero mancata la bonifica della vegetazione»
A scongiurare danni peggiori è stato il tempestivo arrivo dei Vigili del Fuoco, che sono riusciti a circoscrivere e domare le fiamme prima che potessero propagarsi all’interno dell’area attrezzata o coinvolgere le strutture limitrofe.
L’episodio ha immediatamente riacceso le polemiche sulla gestione e sulla sicurezza dei perimetri adiacenti ai parchi romani, in questo caso il Parco Tiberis. Sull’accaduto è intervenuto Piergiorgio Benvenuti, presidente dell’associazione Ecoitaliasolidale, ricordando come la criticità del sito fosse nota da tempo.
«Quello di questa mattina è un episodio tutt’altro che imprevedibile – attacca Benvenuti –. L’area davanti all’ingresso, fino a pochi mesi fa, era interessata dalla presenza di un insediamento informale. Proprio per motivi di sicurezza e per l’elevato pericolo di incendi avevamo sollecitato più volte lo sgombero, poi effettivamente eseguito prima dell’inaugurazione del parco».
Secondo l’associazione, tuttavia, le operazioni di messa in sicurezza si sarebbero fermate a metà. «Il problema è che dopo lo sgombero non si è proceduto alla rimozione completa dei materiali abbandonati né a una radicale bonifica della vegetazione. Sono stati lasciati sul posto sterpaglie e un canneto che andavano sradicati. Oggi, puntualmente, ci troviamo a fare i conti con un rogo preannunciato».
Nel ringraziare i Vigili del Fuoco per la rapidità dell’intervento, Benvenuti lancia un appello all’amministrazione capitolina per un cambio di passo nella cura del verde pubblico: «Non è sufficiente tagliare il nastro o riqualificare un’area se poi ci si dimentica di mantenerla nel tempo. Servono interventi continui non solo all’interno delle strutture, ma anche nei contesti adiacenti frequentati dai cittadini. La manutenzione ordinaria resta l’unico vero strumento per evitare che il degrado si trasformi in un’emergenza».




















