Con la bomba d’acqua precipitata ieri sul litorale romano, l’Infernetto ha rischiato di essere invasa dalle acque dei canali di bonifica. Uno di questi è esondato ma, per fortuna, ha fatto pochi danni. In un altro canale l’acqua è arrivata al bordo: se fosse fuoriuscita avrebbe potuto replicare lo scenario del 20 ottobre di quindici anni fa quando morì una persona. Eppure, dal Campidoglio è stata appena autorizzata la costruzione di nuove case.
Ieri all’Infernetto un canale è esondato e uno ha raggiunto il livello di massima allerta. Eppure il Campidoglio ha appena autorizzato la costruzione di nuove case
A lanciare l’allarme sono due gruppi civici, Infernetto Attivo e Labur. Il primo denuncia che ieri si è sfiorata la tragedia seppure sia piovuto per poco tempo. “Nell’’influente L, il funzionamento parziale e alternato delle pompe, già insufficienti a garantire un adeguato smaltimento delle acque, ha portato il livello del canale a pochi centimetri dall’esondazione – tuonano i cittadini di Infernetto Attivo – Non è accettabile che, ogni volta che piove e il sistema va in crisi, la sicurezza del territorio finisca per dipendere dalla buona volontà dei cittadini e dal sacrificio di chi si trova a lavorare sul posto senza adeguati strumenti. Quello di ieri non è un semplice episodio. È l’ennesimo campanello d’allarme di un sistema che continua a funzionare al limite delle proprie capacità. Non possiamo continuare ad affidare la sicurezza di un intero quadrante alla fortuna, all’improvvisazione e alla disponibilità dei cittadini. L’Infernetto non ha bisogno di interventi quando l’acqua è già arrivata al limite. Ha bisogno di prevenzione, manutenzione, mezzi adeguati e un sistema idraulico dimensionato per il territorio di oggi. Perché aspettare l’esondazione per intervenire significa intervenire troppo tardi”.
Se l’influente L ha raggiunto il livello di rischio, un altro canale è invece esondato ma, per fortuna, ha fatto danni limitati. “Il canale che sta tra via Cles e via Salorno – comunica Francesco – è di nuovo esondato lasciando fango sulla rotatoria, con tutto quello che ne consegue. A mio ricordo non è mai stato pulito e basta vedere le condizioni”.

Intanto si costruiscono nuove case
Che la situazione idraulica ad altissimo rischio sia ben nota al Campidoglio lo documentano investimenti in itinere per opere reputate essenziali. E’ il caso della vasca di laminazione del Canale Palocco da realizzare in località Madonnetta (a monte dell’Infernetto, dunque). Nonostante questo, da Roma si è dato il via libera alla realizzazione di nuove costruzioni presso i Parchi della Colombo Infernetto per 52mila metri cubi di fabbricati utili ad ospitare 365 nuovi residenti. Si tratta di una compensazione urbanistica ovvero del trasferimento di volumi edilizi previsti in una zona di Roma che si è voluta destinare a parco (Tormarancia) verso un’altra area edificabile.
“Per compensare l’aumento del deflusso prodotto dalla trasformazione – denuncia Labur – il Programma del nuovo insediamento prevede la vasca di laminazione W1, della capacità di 800 metri cubi, collegata direttamente all’Influente I del sistema Palocco. È lo stesso Studio di compatibilità idraulica dei Parchi della Colombo a rilevare che l’attraversamento dell’Influente I in corrispondenza di via Ermanno Wolf Ferrari non è idoneo a convogliare la portata associata all’evento con tempo di ritorno di 200 anni. La simulazione determina il sormonto dell’attraversamento, l’allagamento di Largo Raffaello de Rensis e la propagazione delle acque in parte lungo la Cristoforo Colombo e in parte verso Palocco”. In poche parole, i permessi a costruire autorizzano i nuovi complessi edilizi a scaricare le acque piovane in uno dei canali dell’Infernetto che, nelle simulazioni sulla compatibilità idraulica, esonderebbe sulle strade, via Cristoforo Colombo inclusa.
“Lo Studio – riferisce Labur che ha inviato una relazione tecnica alle autorità competenti – non conclude che le aree fondiarie destinate all’edificazione dei Parchi della Colombo siano interessate dall’allagamento simulato, ma la sicurezza locale delle aree edificabili non coincide automaticamente con la capacità e la sicurezza del sistema idraulico nel quale la trasformazione viene inserita”. In poche parole, le nuove costruzioni saranno pure al sicuro dal rischio allagamento ma non è detto che lo siano il resto delle aree dell’Infernetto.


















