Colpo ad azienda svizzera a Roma: rubata strumentazione medica da centinaia di migliaia di euro

Il furto dal furgone dell'azienda svizzera arrivata a Roma per un evento universitario: bottino scovato vicino al campo nomadi Candoni

Un furto di altissimo valore economico e scientifico ai danni di un’azienda sanitaria svizzera rischiava di compromettere un importante appuntamento accademico nella Capitale. Durante la notte, ignoti si sono introdotti nel furgone della società elvetica parcheggiato all’Aurelio, facendo sparire l’intera strumentazione medica.

Il furto dal furgone dell’azienda svizzera arrivata a Roma per un evento universitario: bottino scovato vicino al campo nomadi Candoni

La vicenda ha preso il via nel quartiere Aurelio, dove i rappresentanti e i tecnici di una nota azienda medica giunta direttamente dalla Svizzera avevano preso alloggio presso una struttura alberghiera della zona. La delegazione elvetica si trovava in trasferta a Roma per svolgere una fondamentale dimostrazione pratica e scientifica di apparecchiature sanitarie all’avanguardia presso la sede della Link Campus University.

Durante la notte, tuttavia, i malviventi sono entrati in azione prendendo di mira il furgone della società fermo nel parcheggio dell’hotel. Dopo aver forzato l’abitacolo e il vano di carico del veicolo, la banda è riuscita ad asportare l’intera strumentazione medica, un bottino di valore ingente e di difficile reperibilità sul mercato. Amara la sorpresa al mattino per gli addetti dell’azienda, che si sono visti costretti a sporgere immediata denuncia di furto.

Il ritrovamento della refurtiva nell’area a ridosso del campo di via Candoni

La svolta decisiva nelle indagini si è verificata nella mattinata di ieri nell’area sud-ovest della città. Una pattuglia dell’XI Gruppo Marconi della Polizia Locale, impegnata nei consueti e quotidiani servizi di vigilanza e controllo del territorio, stava perlustrando la zona perimetrale e le aree verdi situate nelle immediate vicinanze del campo nomadi di via Luigi Candoni.

Durante la perlustrazione, l’attenzione degli agenti è stata attirata da alcuni voluminosi oggetti palesemente abbandonati e parzialmente occultati tra la folta vegetazione del terreno. Avvicinatisi per un’ispezione più approfondita, i caschi bianchi hanno immediatamente riconosciuto la particolare tipologia delle apparecchiature, intuendone l’elevatissima natura sanitaria e il valore scientifico.

Gli accertamenti lampo e la restituzione allo staff medico

Compresa la potenziale utilità e la provenienza illecita del materiale, gli operanti del Gruppo Marconi hanno provveduto a recuperare l’intero blocco di strumenti, avviando contestualmente indagini e verifiche incrociate per risalire ai legittimi proprietari.

In brevissimo tempo, l’attività investigativa ha permesso di ricollegare il materiale ritrovato alla denuncia presentata soltanto poche ore prima dai referenti della società elvetica. La straordinaria tempestività dell’intervento ha consentito di convocare lo staff medico e di restituire l’intera e costosa strumentazione in perfette condizioni. Grazie al recupero a tempo di record, i tecnici e i docenti della delegazione svizzera hanno potuto raggiungere regolarmente la sede dell’ateneo romano e svolgere senza ritardi la dimostrazione programmata.

Indagini ancora in corso per risalire agli autori del furto

Mentre la strumentazione medica è tornata nelle mani dei legittimi proprietari consentendo il regolare svolgimento delle attività accademiche, non si fermano le ricerche per identificare i responsabili del blitz notturno.

Il personale dell’XI Gruppo Marconi della Polizia Locale prosegue infatti nelle indagini per ricostruire l’intera filiera del reato. Al vaglio degli investigatori vi sono sia i rilievi effettuati sul luogo del ritrovamento in via Luigi Candoni, sia l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona dell’albergo all’Aurelio, con l’obiettivo di individuare la banda che ha colpito il furgone.