Truffa Tari: «Hai diritto al rimborso». Ecco come funziona

Ecco la nuova truffa per rubare i dati della carta di credito

Ecco che arriva  una nuova truffa che punta a svuotare i conti correnti dei cittadini. L’ha individuata direttamente l’agenzia CERT-AGID, che si occupa proprio di cybersicurezza all’interno della Pubblica Amministrazione. Il metodo è semplice: ottenere i dati della carta di credito fingendo un inesistente rimborso della Tari, la tassa sui rifiuti. Ma vediamo nel dettaglio come funziona e cosa si sono inventati questa volta i soliti malviventi.

La truffa

Il metodo delle truffe, come sempre, è semplice: far credere ai malcapitati di avere diritto a una qualche forma di rimborso. Questa volta la scelta dei malviventi è caduta sulla Tari, la tassa dei rifiuti. Tutto comincia con un messaggio che avverte di questo finto rimborso di 95 euro collegato a una pratica dell’imposta per un pagamento che sarebbe stato effettuato il 28 agosto 2026.

Il link

Come tutte le truffe, ovviamente c’è un link da cliccare che riporta a un finto sito di PagoPa dove il malcapitato deve inserire i propri dati. E c’è davvero di tutto: nome, cognome, luogo di nascita, residenza, cap, codice fiscale, numero carta di identità, regione, email, numero di cellulare…fino ad arrivare alla più importante: numero della carta di credito con tanto di nome, cognome e persino codice CVV.

Il furto

Insomma, la truffa non permette solo di avere i dati della carta, ma porta anche a cedere tutta una serie di informazioni e dati sensibili che possono essere a loro volta venduti a terzi per altri tipi di loschi affari.

Come evitarla

Come evitare quindi questa truffa? Come sempre, vale un po’ il detto che se una cosa è troppo bella per essere vera, ovviamente, non è vera, e vale anche per appena 95 euro. Oltrettutto, come sanno i cittadini, è quasi impossibile che la pubblica amministrazione ricontatti per dare dei soldi, ma, semmai avviene il contrario. I rimborsi Tari, infatti, quando esistono, vengono effettuati perché è il cittadino che si adopera, non il Comune.

 

 

 

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