Tragedia a Centocelle, l’autopsia: la donna uccisa dal figlio minore è morta per emorragia da percosse

Nessuna arma ma una violenza domestica inaudita: il tragico epilogo di una vita di sofferenze e l'infanzia difficile. Richiesta perizia psichiatrica del minore

Arrivano i primi sviluppi sulla tragedia familiare del 30 agosto scorso nel quartiere Centocelle, dove un minore di 16 anni ha ucciso la madre 50enne. La donna è deceduta al Policlinico Tor Vergata per le gravissime emorragie interne riportate dopo il pestaggio. Lo rivela l’autopsia che ha svelato come la vittima sia stata uccisa a mani nude dal figlio, senza nessuna arma, ma con una violenta sequenza di calci e pugni che le ha causato emorragie fatali.

Nessuna arma ma una violenza domestica inaudita: il tragico epilogo di una vita di sofferenze e l’infanzia difficile. Richiesta perizia psichiatrica del minore

I primi riscontri dell’esame autoptico, eseguito presso l’istituto di Medicina Legale del Policlinico Tor Vergata dove la vittima era giunta in condizioni disperate, hanno restituito il quadro drammatico del pestaggio brutale con esito fatale.

Una morte causata dal susseguirsi di percosse, calci e pugni sferrati contro la donna con estremo accanimento, e che sono bastate a provocare la morte della vittima, sul cui corpo non sono state rilevate altre ferite da taglio o lesioni riconducibili all’impiego di armi bianche.

Secondo la ricostruzione fornita da Il Messaggero, è stata la violenza dei colpi a provocare la frattura di diverse costole e la formazione di diffuse emorragie interne, e a renderle il volto tumefatto

La relazione dettagliata dell’anatomopatologo e gli esiti degli esami tossicologici saranno depositati prossimamente presso gli uffici della Procura per i Minorenni.

La ricostruzione dell’aggressione e la chiamata ai soccorsi

La tragedia domestica si è consumata il 30 agosto scorso nella casa di famiglia, dove lo stesso 16enne aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine telefonando al numero di emergenza 112. L’arrivo dei soccorsi sul posto però, aveva trovato la donna in condizioni disperate.

Già debilitata da anni di malattia e da condizioni fisiche precarie, la vittima non aveva avuto la possibilità di difendersi dalla furia del figlio minorenne, che avrebbe infierito sulla madre fino a provocare danni irreversibili che ne hanno determinato la morte poche ore dopo il ricovero.

Le indagini della Squadra Mobile e la richiesta di perizia

Sul caso sono in corso gli accertamenti investigativi condotti dagli agenti della IV Sezione della Squadra Mobile di Roma. Il minorenne si trova attualmente recluso all’interno del carcere minorile di Casal del Marmo con l’accusa formale di omicidio.

Gli inquirenti stanno vagliando ogni dettaglio per verificare se dietro il delitto possa celarsi la premeditazione. In sede di udienza di convalida del fermo, il legale del giovane ha richiesto la predisposizione di una perizia psichiatrica, un passaggio ritenuto fondamentale per valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti, alla luce dei comportamenti tenuti prima e dopo l’aggressione e del contesto familiare in cui è maturata la vicenda.

L’infanzia difficile e i contatti con i servizi sociali

La storia della vittima e del figlio affonderebbe le radici in un vissuto complesso, segnato dalla perdita del padre del ragazzo per overdose quando il giovane era ancora bambino. Nel 2023 il minore era già stato preso in carico dai servizi sociali a causa di un prolungato ricovero ospedaliero della madre, che lo aveva costretto a trovare sistemazioni temporanee presso conoscenti e compagni di scuola.

La donna, pur tra impieghi precari e difficoltà economiche, era riuscita a vendere l’appartamento di origine nel rione Celio per acquistare un piccolo bilocale a Centocelle, cercando di garantire stabilità al figlio pur in un quadro di profonda fragilità personale e di isolamento.

I retroscena della notte precedente e il fermo

La tensione nell’abitazione sarebbe esplosa già nella serata prima del delitto, quando il sedicenne aveva chiamato la polizia dichiarando che la madre lo stesse costringendo a bere alcolici.

Accompagnato in ospedale per accertamenti, il giovane era poi rientrato a casa per volontà della donna. Il giorno seguente si è consumata l’aggressione mortale.

Dopo l’arresto e il temporaneo trasferimento nella struttura di accoglienza Virginia Agnelli, il ragazzo ha mostrato un forte distacco emotivo rispetto al matricidio commesso, rivolgendo persino frasi di rimprovero a due giovani ospiti del centro fermati per spaccio.

Gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile sono ora al vaglio della magistratura minorile per il proseguimento dell’iter giudiziario.