Schiuma densa a pelo d’acqua, pesci morti sul fondale e un fastidioso prurito sulla pelle subito dopo il bagno. È l’allarme scattato sulle spiagge di Campo di Mare, dove la segnalazione inviata nella giornata di ieri, venerdì 4 settembre 2026, dalla cittadina Viviana Ramassotto ha fatto partire i controlli della Guardia Costiera e degli enti locali. Una situazione preoccupante che ha spinto i bagnanti a uscire in fretta dall’acqua e a chiedere verifiche immediate sulla salute del mare, che come molti utenti segnalano, arriva fino a Ladispoli.
Mare inquinato sul Litorale Nord: pesci morti e schiuma torbida in acqua, la Capitaneria di Porto inizia controlli e campionamenti dell’acqua
Il problema si sta concentrando nello specchio d’acqua di Campo di Mare, frazione di Cerveteri. La zona colpita si trova in un tratto di costa molto ampio nel cuore del Litorale Nord, compreso tra la palude di Torre Flavia e la zona militare di Furbara. Il punto più critico si trova proprio davanti al centro surf locale.
L’impatto sui bagnanti e centinaia di pesci morti a pelo d’acqua
La situazione è peggiorata nel giro di tre giorni, fino all’esposto presentato ieri, 4 settembre. L’acqua ha cambiato colore, è diventata opaca e ha formato chiazze di schiuma, come raccontato da Viviana a Canaledieci.it. “Ho visto numerosi piccoli pesci argentati morti o agonizzanti sul fondale, acqua opaca e schiuma che si forma o si solleva al semplice passaggio delle persone”, racconta Viviana Ramassotto. La cittadina ha spiegato che a ogni bracciata si alzavano centinaia di pesci morti a pelo d’acqua.
I disagi per chi era in spiaggia sono stati immediati. Molte persone si sono tuffate attirate dal mare calmo, per poi scappare a riva. “Diversi bagnanti sono indietreggiati dopo essere entrati in acqua e sono andati immediatamente a fare la doccia”, aggiunge la residente, sottolineando un dettaglio allarmante: “È stato inoltre riferito prurito cutaneo persistente dopo il contatto con l’acqua”. Un segnale che ha fatto crescere la paura di un mare inquinato.
Le verifiche sugli scarichi e l’intervento della Capitaneria
A circa 200 metri dal punto della segnalazione c’è un canale di scolo. “Non posso sapere se esista un collegamento con il fenomeno e lo indico esclusivamente come elemento che dovrebbe essere verificato dalle autorità competenti”, precisa la cittadina. Il canale è stato così inserito tra i punti da controllare con priorità da parte della Capitaneria di Porto.
La Capitaneria di Porto, che la cittadina ha ringraziato per la grande rapidità di intervento dimostrata sin dalla risposta fornita a seguito della segnalazione del 4 settembre, ha chiarito che i pesci finiti a galla sono soprattutto sardine.
Gli uomini della Guardia Costiera hanno subito avviato un controllo di tutti i punti di scarico tra Ladispoli e Cerenova per verificare eventuali guasti agli impianti o sversamenti abusivi.
“Chiedo di diffondere rapidamente la segnalazione, affinché vengano effettuati accertamenti prima che il fenomeno si disperda e affinché cittadini, bagnanti e animali siano tutelati”, conclude Ramassotto.
La sua iniziativa mostra quanto sia importante il senso civico: ognuno di noi deve fare la propria parte e segnalare subito casi gravi di mare inquinato, imparando a prendersi cura del pianeta nel proprio piccolo. Nei prossimi giorni, insieme ai tecnici dell’ARPA Lazio, verranno fatti prelievi di acqua e pesci. Tra le cause possibili si valutano alghe, mucillagine, il gran caldo degli ultimi giorni oppure gli scarti della pesca professionale. I controlli andranno avanti fino a quando non si farà piena luce sul presunto mare inquinato.




















