(Adnkronos) – Un’estate eccezionale: con il periodo giugno-luglio più caldo di sempre per l’Europa occidentale e anomalie mensili dell’ordine di +3-5 °C nel mese di luglio in ampie parti dell’Italia occidentale. Per l’autunno, i segnali indicano temperature probabilmente sopra la norma; più incerto il quadro sulle precipitazioni. Francesco Meneguzzo, primo ricercatore del Cnr-Ibe e commissario straordinario del Consorzio Lamma (Regione Toscana-Cnr) traccia con Adnkronos un primo bilancio provvisorio dell’estate meteorologica 2026 (giugno-luglio-agosto) per l’Italia sulla base dei dati disponibili al 29 agosto.
Dove si colloca questa estate meteorologica nella classifica delle più calde di sempre per l’Italia?
“Possiamo dire che il contesto è eccezionale. Copernicus ha classificato giugno-luglio 2026 come il bimestre più caldo mai osservato nell’Europa occidentale; in luglio ampie parti dell’Italia occidentale hanno registrato anomalie mensili dell’ordine di +3–5 °C. Ma la posizione dell’intera estate italiana andrà indicata solo dopo la chiusura e la validazione dei dati”.
Quali, al momento, i dati nazionali di rilievo?
“Non disponiamo ancora di una media nazionale definitiva e comparabile di massime e minime. Sono invece già robusti due segnali: giugno-luglio è stato il bimestre più caldo della serie Copernicus per l’Europa occidentale, con una media di 21,62 °C, pari a +2,79 °C rispetto al 1991-2020; luglio è stato il più caldo della serie Copernicus Marine per il Mediterraneo dal 1993, con 27,07 ± 0,27 °C e il 94% del bacino sopra la climatologia 1993–2022. Nel settore di mare a ovest della Toscana, luglio ha raggiunto 27,7 °C, circa +3,9 °C sulla media 1991-2020 e 0,93 °C oltre il precedente massimo della serie Noaa iniziata nel 1982”.
Quante sono state le ondate di calore?
“Copernicus ha individuato quattro principali ondate di calore nell’Europa occidentale tra maggio e luglio, ma quel numero non va trasferito automaticamente all’Italia. Per il nostro Paese sono documentate più fasi calde, con differenze regionali, tra fine maggio, giugno, luglio e agosto. L’eccezionalità emerge soprattutto dalla persistenza del calore sul settore occidentale europeo e mediterraneo, dalle notti molto calde e dalla concomitante ondata di calore marina”.
Quali aree geografiche del Paese hanno sofferto maggiormente il caldo?
“In giugno e luglio il segnale più marcato ha interessato soprattutto i settori occidentali e centro-settentrionali, con anomalie di luglio spesso comprese tra +3 e +5 °C nell’Italia occidentale. In agosto l’ondata calda ha coinvolto più direttamente il Mediterraneo centro-occidentale e varie aree del Centro-Sud”.
L’Italia ha registrato siccità o surplus di pioggia? Quali differenze tra Nord e Sud?
“Non esiste un unico segno valido per tutto il Paese. L’Osservatorio europeo della siccità, nell’analisi pubblicata il 26 agosto e riferita a metà mese, mostra condizioni di allerta in parti del Nord, livelli di ‘warning’ in diverse aree settentrionali e centrali e un mosaico più variabile altrove, con zone in osservazione e locali segnali di normalità o recupero al Centro-Sud. È importante non confondere pioggia e siccità: un nubifragio locale può produrre allagamenti senza colmare un deficit accumulato nel suolo, nei corsi d’acqua o nelle falde; viceversa il dato stagionale può nascondere forti differenze tra bacini”.
Si sono verificati eventi estremi?
“Sì: oltre alle ondate di calore atmosferiche e marine, si sono verificati temporali severi con piogge torrenziali, grandine, raffiche convettive e allagamenti rapidi. Un esempio recente è l’episodio del 20-21 agosto in Toscana: i dati preliminari delle reti regionali indicano cumulati di evento fino a circa 370 millimetri nell’area di Bagnone in Lunigiana, raffiche superiori a 100 chilometri orari e oltre 30mila fulminazioni”.
L’andamento di questa estate si può considerare la nuova normalità?
“Non nel senso che ogni estate futura sarà identica al 2026. Una singola stagione conserva una componente di variabilità naturale. Il riscaldamento climatico, però, sposta l’intera distribuzione delle temperature: condizioni un tempo rare diventano più probabili, più intense e spesso più persistenti. Il punto decisivo non è soltanto il singolo record ma la continuità delle tendenze e l’accumulo di calore nell’oceano. Nel settore a ovest della Toscana, per esempio, la temperatura superficiale media di luglio cresce di circa +0,67 °C per decennio dal 1982”.
Si parla di El Niño: che cos’è e ha influito su questa estate?
“El Niño è la fase calda dell’oscillazione accoppiata fra oceano e atmosfera nel Pacifico tropicale. Nel 2026 si è rafforzato rapidamente e, secondo Noaa/Cpc, ha oltre il 90% di probabilità di raggiungere intensità molto forte nell’autunno-inverno. Influenza la temperatura media globale e la circolazione planetaria, ma il collegamento con l’Europa è indiretto e variabile. Può aver contribuito al contesto globale eccezionalmente caldo; non è però corretto indicarlo come causa unica o diretta del caldo italiano. Le cause meteorologiche prossime sono state le configurazioni della circolazione atmosferica, sovrapposte alla tendenza climatica di lungo periodo”.
Quali le previsioni per questo autunno?
“Il segnale più robusto riguarda temperature probabilmente sopra la norma; quello delle precipitazioni è più incerto. Il Mediterraneo conserva molto calore e può amplificare gli episodi quando arriva la configurazione atmosferica adatta, ma non consente di annunciare oggi un numero o un’intensità dei nubifragi. Serve una vigilanza graduata: stagionali per i mesi, prodotti sub-stagionali per le settimane, ensemble per i giorni e osservazioni in tempo reale per le ore”.
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