Roghi e bivacchi nei locali vuoti di Parco Leonardo: ordinanza non basta, parte esposto alla Procura 

L'incubo dei locali abbandonati a Parco Leonardo: a distanza di oltre due mesi dall'ordinanza del Comune le strutture versano ancora in condizioni spettrali tra giacigli improvvisati e pericoli per i residenti

A distanza di oltre due mesi dall’emanazione dell’Ordinanza Sindacale, la situazione nei locali abbandonati ex Adidas ed ex Unopiù a Parco Leonardo rimane critica. Per questo, il Comitato di Quartiere ha fatto partire un nuovo esposto formale indirizzato anche alla Procura di Civitavecchia, denunciando il mancato rispetto dei provvedimenti e l’aggravarsi del degrado.

L’incubo dei locali abbandonati a Parco Leonardo: a distanza di oltre due mesi dall’ordinanza del Comune le strutture versano ancora in condizioni spettrali tra giacigli improvvisati e pericoli per i residenti

La vicenda dei locali commerciali dismessi situati in Piazza Leon Battista Alberti, nel complesso cittadino di Parco Leonardo a Fiumicino, non ha ancora raggiunto una soluzione definitiva. Sono trascorsi infatti oltre 60 giorni dall’emissione dell’Ordinanza Sindacale numero 42 del 17 giugno 2026, atto con cui l’amministrazione comunale disponeva la formale messa in sicurezza e il ripristino delle condizioni d’igiene degli immobili precedentemente occupati dai marchi ex Adidas (locali S3-S4-S5) ed ex Unopiù (locali T3-T4-T5). Nulla però, da questo provvedimento è ancora cambiato.

Le immagini allegate alle ultime segnalazioni e al materiale fotografico diffuso dal Comitato di Quartiere Parco Leonardo, mostrano di fatto uno scenario inquietante: vetrate sfasciate e infrante lungo tutto il perimetro esterno, accessi completamente spalancati, cumoli di macerie, cartoni, rifiuti speciali e persino elementi d’arredo divelti disseminati all’interno degli stabili.

Una documentazione, che evidenzia la presenza di vera e propria spazzatura, nastri segnaletici strappati e giacigli improvvisati, che attestano peraltro il libero e incontrollato passaggio di estranei all’interno dei locali.

La denuncia formale inviata alla Procura e agli organi di controllo

Di fronte al permanere di queste condizioni di potenziale pericolo e degrado, il Comitato di Quartiere Parco Leonardo ha scelto di intraprendere nuovamente la via legale e amministrativa.

L’organismo territoriale ha infatti formalizzato e inviato un nuovo e articolato esposto per inottemperanza, indirizzato alla Polizia Locale e al Comune di Fiumicino.

Il documento è stato contestualmente trasmesso per conoscenza al Sindaco, all’Ufficio Tecnico comunale, ai Carabinieri, alla Prefettura di Roma e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, che residenti e i rappresentanti del comitato, hanno deciso di interpellare ufficialmente, affinché vengano verificate le eventuali responsabilità per il mancato rispetto delle disposizioni sindacali da parte della proprietà degli immobili.

La denuncia del Comitato di Quartiere Parco Leonardo

I vertici del Comitato di Quartiere hanno chiarito la posizione e le motivazioni dell’iniziativa, spiegando come il provvedimento iniziale fosse stato accolto con favore, ma necessitasse di verifiche concrete.

Nelle comunicazioni ufficiali diffuse, il Comitato di Quartiere Parco Leonardo ha sottolineato: «Un’ordinanza è uno strumento amministrativo importante, ma il suo valore sarà pienamente misurato attraverso la concreta esecuzione degli interventi previsti».

In merito ai ritardi accumulati dopo la scadenza dei termini tecnici e al sovrapporsi di nuovi pericoli, i rappresentanti dell’associazione dei cittadini hanno ribadito: «A distanza di oltre due mesi, tempo tecnico per la proprietà per un ricorso giurisdizionale al T.A.R. del Lazio, gli interventi non risultano eseguiti e le criticità restano. Alle condizioni di degrado si aggiungono nuove segnalazioni relative ad accessi non autorizzati e presunte occupazioni abusive».

La richiesta di esecuzione d’ufficio e la voce di Erik Paciucci

L’esposto presentato si fonda sulla specifica normativa richiamata all’interno dello stesso atto del Comune, che prevede precisi passaggi procedurali in caso di inosservanza delle prescrizioni. Come sottolineato nel testo inviato agli organi competenti, qualora venga accertata l’inottemperanza della proprietà privata, il Comune ha la facoltà di procedere all’esecuzione d’ufficio di tutti i lavori di messa in sicurezza e bonifica necessari, addebitando interamente le spese sostenute ai soggetti proprietari.

Sulla questione è intervenuto direttamente il rappresentante del Comitato, Erik Paciucci, che ha voluto fare chiarezza sullo spirito delle azioni intraprese dai cittadini: «Quando l’Amministrazione ha emanato l’Ordinanza l’abbiamo apprezzato e riconosciuto pubblicamente: era un provvedimento importante, mai adottato prima per questa situazione. Proprio per questo oggi chiediamo che se ne verifichi l’attuazione e, qualora ne ricorrano i presupposti, che venga fatta valere fino in fondo, anche attraverso gli strumenti che l’Ordinanza stessa prevede».

L’appello delle famiglie e la crescita dell’allarme sociale

L’iniziativa del Comitato di Quartiere riflette un clima di forte preoccupazione che coinvolge da mesi residenti, famiglie e commercianti della zona di Piazza Leon Battista Alberti.

Erik Paciucci ha rimarcato come gli strumenti amministrativi utilizzati non siano un esercizio formale, ma l’unica strada percorribile per difendere il territorio: «Esposti, segnalazioni, accessi agli atti, richieste formali e verifica del rispetto di ordinanze e delibere non sono burocrazia fine a se stessa. Sono gli strumenti che cittadini e realtà territoriali hanno per documentare, sollecitare e chiedere risposte alle Istituzioni».

Concludendo la propria analisi sul quadro generale di sicurezza pubblica, Paciucci ha evidenziato la gravità dei precedenti registrati nel quartiere: «E qui il problema non è più soltanto il degrado. In questi anni abbiamo visto incendi, rifiuti e discariche abusive, accessi negli immobili, occupazioni abusive e continue incursioni che alimentano una preoccupazione concreta tra residenti, commercianti e persone che attraversano quotidianamente la zona. Ma se dopo segnalazioni, esposti e persino un’Ordinanza Sindacale la situazione resta questa, cos’altro deve accadere prima che questi luoghi vengano definitivamente messi in sicurezza?».